sabato, 30 settembre 2006

Pensieri in corso - 2

Tutti i giorni, gli abbracci sornioni e morbidi, d’infinito calore.
Una volta ogni tanto, scivolare nella festa dei sensi (quella vera) che mozza il respiro.
 
E’ poi così assurdo?
così norwegianwood ha sussurrato alle 18:32, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: madame et monsieur, pensieri in corso

Pensieri in corso - 1

E'vero.
In certe notti il sonno è andato via. In altre sei stato l’ultimo pensiero, poi il primo appena sveglia. E il primo pugno nello stomaco mentre il sole inizia a filtrare piano tra le imposte ad est di Roma.
 
   E’vero che a volte ho pianto. Rivedendo i baci uno ad uno, con l’impressione di sentire nella testa il rumore che fa la tua barba quando la mattina ci passi sopra la mano con occhi assonnati. Anche se l’ho sentito due volte, o poco più.
 
   Quella camicia bordeaux l’ho scelta in quel negozietto poco lontano dalla fermata del tram, quello con gli abiti appesi tutti attorno alla saracinesca ad incorniciarlo, perché mi piaceva. E perché nel quaderno segreto del mio istinto ho letto che sarebbe piaciuta anche a te.
 
    E un anno fa ho passato un paio di mezz’ore in macchina a parlare con te, davanti ad un’agenzia di viaggi affacciata sulla via che porta ad una torre. Mi hai dato il primo di un milione di baci, che ancora mi ricordo per quant’era bello. E quando Mario, più tardi, ha spento la luce sul comodino e si è girato verso di me io ho pensato: “Non è cosa più”. E dopo qualche giorno di me e lui non era rimasto più nulla. Non avrei potuto fare altrimenti. Sono una persona parecchio indecisa: ma stavolta l'immediata convinzione che mi ha pervasa era schiacciante.
Anche se poi questa Primavera sono tornata a cercare un po’ di tranquillità, quando mi si è detto che ‘la situazione non si gestiva più’. Salvo cambiare ancora idea, ritrovandomi ad attraversare piazzale degli Eroi sperando che un tardo pomeriggio di pioggia non bagnasse il Villaggio Globale e non rovinasse tutto. Io che neanche ci sarei stata. Che mai ci sono stata sotto il cielo di Roma, per scelta.
 
E’tutto vero. E sono vere mille altre cose, qualcuna bella e qualcuna triste.
 
    Ma cosa avrebbe cambiato dirlo, quando sentivo che già solo una parola in più poteva farti scappare? Anche una parola bella... che esprimesse il sussulto dell'animo nell'attimo in cui sentivo l'arrivo dell'ascensore e posavo la mano sulla maniglia della porta di casa. Che rendesse la pienezza delle mie sensazioni, della mia gioia quando si girovagava in quella piccola stanza battibeccando, prima di cascare giù abbracciati. ‘Manca l’acqua e manchi tu’, alla fine, era un modo per dir qualcosa. E non aveva assolutamente a che fare col sesso. Che è stato, talvolta, solo pretesto. Anche se per me è stato sempre e solo far l'amore, come con nessun altro mai.
   
    Niente potevo chiedere, e non ho chiesto. Vuoi forse dire il contrario? Sarebbe una bugia.
Ho ispessito la mia pelle, ne ho fatto corazza e ho finto di non vedere molte cose. Fino a quando non me le sono trovate a due passi da casa.
 
Ho preso il veleno un poco alla volta, perché non mi uccidesse.
Ma, potendo, mi ci sarei ubriacata.
Des ronds dans l'eau - Francoise Hardy
Into my arms - Nick Cave
L'acqua e la pazienza - Pino Marino
Tender - Blur
Cherie - OPV
così norwegianwood ha sussurrato alle 12:03, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: madame et monsieur, pensieri in corso
martedì, 26 settembre 2006

L'imprevedibilità degli eventi gnatini...

...a volte è buffo cm l'imprevedibilità degli eventi sia in grado di spazzare via i musi di per sè già troppo lunghi...ti alzi, cn l'umore nero di chi si prospetta soltanto cassette piene di cocci infangati...ti prepari e frettolosamente - cm sempre - ti avvii verso un luogo che oggi no...oggi proprio nn riesci ad amare...e nn basterà uno scambio di chiacchiere idiote travestite di ottimismo cn il signor cassetta a farti credere che andrà meglio...neanche una visita alla Trony sarebbe bastata...e poi ti senti sola, forse un po' abbandonata da chi riusciva a renderti un minimo spensierata recitando, cm in un vecchio teatrino di Bari vecchia, frasi da vernacolo...anche loro sn andate via...e mangi sola...

....però guardi il cielo...e in quel momento ti arriva un msg che ti ricorda quanto esso, in maniera quasi strafottente, sembri presagire gli eventi imminenti...è difficile spiegare cm ti senti ma...ma...basta sentire la tua voce tremante, sola nel tuo bungalow che, oserei dire, stupidamente ringrazia le cime tempestose distanti ma vicine vicine...e bevendo nella nostra unica tazza, l'unico desiderio che hai è quello di lanciare quel cellulare nel bungalow di fronte....

TEVEBE....

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categorie: witches, desktop della retina, sto cercando la casa editrice, felicitas
domenica, 24 settembre 2006

22 settembre

Hai insistito tanto. Giorni, settimane. Mi hai sorpresa, sfidata, convinta.
La corsa dopo il cantiere.
La doccia iper rapida. Che cosa mi metto?
Lo scambio di sms sempre più fitto.
Sono le 22e10 ed il tuo treno è qui.
 
Ti vedo e mi fa strano, ma mi emoziono: sei sempre tu.
Un giro a piedi nell’aria calda che sa ancora d’estate.
Il mio portone che è un museo.
La soffitta di Anna dai capelli rossi.
L’abbraccio.
Le tue mani. I tuoi ricci.
 
Il mio letto arancione.
Nietszche, l’Eterno ritorno.
Tu parli e ridi e mi culli con la voce.
Il mio Ipod. Un auricolare tu, uno io.
Distesi, ti abbraccio e tu scegli i pezzi.
Lamu.
Oscar Peterson.
Enrico Sognato.
Vinicio, Ovunque proteggi.
(E tutto mi sarei aspettata, fuorché d’ascoltarla abbracciata a te).
Norwegian Wood, perché tutto ha un senso.
Pino Marino.
Tropical tribute to the Beatles.
Ferruccio&Petra.
Bungaro, Guardastelle. Bellissima.
E mille, mille altre.
 
Il sonno sereno.
La mia candela accesa.
Il risveglio di luce.
 
Cucinare mentre il sabato mattina diventa pomeriggio.
Senza fretta.
Gnocchetti alla Cius, percoche, la birra Raffo che ti fa morir dal ridere.
Tu che leggi il mio Vanity Fair e mi spieghi lo scandalo Telecom.
Io che non cucinavo per qualcuno, per scelta, da una vita.
Tutti i miei cattivi pensieri, i traumi, le nuvole che spariscono
con un colpo di spugna, con il tuo sorriso.
I miei piatti bianchi, quadrati.
 
Tu che vuoi sapere Lui chi è stato.
Io non voglio dirtelo.
E poi, per caso, parli al telefono e pronunci proprio il suo nome.
 
E camminare sul mio terrazzo, nell’odore di mare, ti riempie gli occhi di cielo.
La Feltrinelli, girare tra gli scaffali e scegliere mille libri da portare con te,
più un regalo per me: Il cacciatore di aquiloni.
Rendersi conto che ogni più piccolo sogno sperato, pensato, legato alle stelle cadenti
negli ultimi tre anni si avvera pian piano.
La pariglia, il fortino, il lungomare. A piccoli passi nei vicoli, a bere l’acqua alla fontana della piazza. E giocare a trovare tutti i cantanti che cominciano con la lettera M. O la N, o la F. Tanto vinci sempre tu, con punteggi tennistici.
 
E lasciarti al lavoro. Un bacio, a dopo.
 
La sera di luci colorate, della festa in piazza.
La mia camicia bordeaux e il tuo maglione nero.
Il sindaco matto del paese.
La notte di note.
Tu che scavalchi le transenne e mi porgi l’uva.
Le sgallettate che si avvicinano ed io nutro istinti omicidi.
La pizza sulle scale con gli altri tra le risate.
Ed arriva l’una.
Mi abbracci, mi baci una volta di più.
E vai via.
 
A casa il tuo odore sul mio cuscino.
 
Ancora, ti voglio bene.
Ma nulla di più.
 
così norwegianwood ha sussurrato alle 18:28, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (13)
categorie: note di notte, guario, felicitas

La bbooooooomb che ti dev far saldar tuuuuuuuttt l'intercapedin!!!

 

E'difficile, lo so. E'difficile. Condensare 3 settimane di cantiere con voi in poche righe.
E pensare che da domani sul Saggio II le vostre voci non risuoneranno più. Che non tireremo più i teloni - CRAZY - assieme o non reggeremo in 8 una scala. Che non saluteremo con reverenza ogni giorno la Saahrahh Fhelbherbhaum, né incontrerete con l’ormone libero il Signor Cassetta. E la mano è sempre tanta.
E comunque, Dott.ssa Tempesta, io lo stavo pensando già domenica scorsa.
 
Penserò a Sue Ellen che mi ‘fa i capelli’ e ad Annarella che prepara il caffè mentre tutti le chiedono di Steven e lei è l’unica cui la cosa non interessi. Ed io divoro tutti i duplo di Taba. E le tesine restano lì a prendere polvere, non avanzando neppure di un rigo.
 
Domani torno alle buste, al registro degli smollfains, al lavaggio dei cocci, al tentativo costante di evitarmi cazziatoni.. ma mi mancherete un mondo lì, sedute sulle pietre (ma perché, poi?) al di fuori del gazebo a mangiare con gusto una sbobba pazzesca da sembrare buona.
 
Il resto dei ricordi lo lascio a voi… perché lo si possa leggere a blog incrociati.
 
Ma permettetemi di rubarvi questo, il mio preferito:
 
Tand d psidd
E la friuuuuutta…
Sett mliò!!!
 
 
 
così norwegianwood ha sussurrato alle 17:39, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (6)
categorie: witches, la triade capitolina, taba atque tempesta, felicitas

Good times for a change
See, the luck I've had
Can make a good man
Turn bad

So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time


Haven't had a dream in a long time
See, the life I've had
Can make a good man bad


So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time
così norwegianwood ha sussurrato alle 16:32, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: note di notte
domenica, 17 settembre 2006

Piove.

E auguri.

 

così norwegianwood ha sussurrato alle 00:07, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (23)
categorie: madame et monsieur
sabato, 16 settembre 2006

Taba scrive:

ma toglimi una curiosità

i capelli se li tinge lui così?

Pupa scrive:

eh..

massaraiscema??

sto postando questa conversazione

 

ti avviso
così norwegianwood ha sussurrato alle 22:48, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti
categorie: note di notte, madame et monsieur, taba atque tempesta
venerdì, 15 settembre 2006

C'è chi nondormoehogliocchiapertiperte,

chi da' il ramato sulle fasce di rispetto,

chi ha solo un indice ed un titolo,

chi è sull'orlo del pianto per un PR registrato male.

C'è chi ha fare principesco e chi è Sue Ellen.

Chi chiede a mezzanotte gli orari dei treni che lo porteranno da te

e chi si rende conto di non avere un paio di scarpe all'infuori dei sandali e di quelle da cantiere.

E poi chi s'imbatte in inaspettate voglie d'argento su una qualunque pagina Internet

e sente cosa vuol dire che quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore.

C'è chi aspetta che il vento della Tunisia riporti l'amore appena assaggiato e già pieno di sapore.

E chi sta per andare a dormire nell'aria che profuma di pioggia e di sogni sospesi.

così norwegianwood ha sussurrato alle 23:48, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (5)
categorie: madame et monsieur, cius, guario, taba atque tempesta
domenica, 10 settembre 2006

Voglio vedere New York. Voglio farlo d’inverno, stretta nel cappotto, al caldo di un cappello e di guanti di lana grossa. E ancora non basta sotto la neve, nell’aria fredda che punge la pelle e il mio sorriso.
Voglio fermarmi a sedere con te sulle rovine al portico d’Ottavia a raccontare e raccontarci mentre i gabbiani planano piano sulla Sinagoga. Non voglio pensare a ciò che sarà domani e al lavoro che aspetta; non c’è un’ora in cui andare a dormire ed il tempo si raggranella sul fondo d’una clessidra infinita.
E ancora cullarmi nel sonno più dolce che c’è, che ti coglie dopo aver fatto l’amore con le gambe ancora intrecciate alle mie.. privo di sogni e profumato della certezza di un risveglio di luce e di nuovi abbracci.
Svegliarmi sotto il cielo di Tunisi e d’Istanbul con una cascata di piccoli bracciali d’argento che tintinnano al mio polso sinistro e non aver altro da fare che ridere assieme a loro.
Cucinare di domenica mattina ed assaggiare ogni cosa mentre preparo, incartarmi con gli ingredienti tirando fuori qualcosa che alla fine sappia anche un po’ di me.
Voglio vivere un Natale felice che mi spacchi il cuore di gioia come quando ero piccola e trovare sotto l’albero quel magnifico megafono che aspetto da che ho memoria.
E correre in motorino e cantare a squarciagola la canzone più scema che mi viene in mente, oppure il pezzo che finora m’ha messo più tristezza perché sono felice e nessuna nota può ancora farmi male.
E mi levigo con la mia passione. Mi faccio tabula rasa e ti offro uno stilo leggero, perché tu possa scrivermi a pelle.
 
Per quando verrai, per quando sarai.
 
 
 
Sotto il bambù al tempo che fu
c’era un pirata che ormai non c’è più..
sotto il bamba
sotto il bù
sotto il bam-bù
così norwegianwood ha sussurrato alle 15:37, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (5)
categorie: wishlist

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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