martedì, 26 dicembre 2006

Vivi la tua vita, ma fuori da casa mia.
Disse lui, perentorio.
C’è sempre una scena madre nella storia di una famiglia.
Una minaccia che pare inattuabile, lanciata lì per tendere un po’ le corde.
Prima o poi, però, capita quella volta,
quella volta in cui t’accorgi che non è una scena.
La prima volta in cui è vero.
E la ragione è opinabile. Ma condivisibile.
 
Allora domani valigia. E Roma, da sola.
 
La forza di parlare, stavolta.
Di liberare quest’uragano che ho dentro
o liberarmene per sempre.
 
Verrà il pianto, lo so, in questi giorni.
Che avevo immaginato di trascorrere
in tutt’altra maniera.
Confidando, magari, in un nuovo inizio.
 
Verrà il pianto
e mi troverà sola.
 
Io che vorrei non esserlo mai,
o almeno esserlo
sapendo che qualcuno tornerà.
Io che vorrei addormentarmi in un abbraccio.
Imparare a cucinare un piatto nuovo,
mangiare qualcosa che non ho mai assaggiato,
trascorrere un pomeriggio all’aria aperta
senza necessità di nascondersi.
Essere devastata dalla certezza
che la felicità durerà più di una notte.
Cullare una bimba
e non la mia bambola.
 
Mi troverà sola come non sono mai stata.
Ma è quando la notte è più nera
che sta per arrivare l’alba,
vero?
 
:)
così norwegianwood ha sussurrato alle 23:02, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (6)
categorie: pensieri in corso

Mi piace la musica di Forrest Gump
e mettere la crema dopo la doccia.
Mangiare piccante,
l’odore che sprigionano i fiammiferi quando li accendi,
camminare col foulard sul viso
che lasci scoperti solo gli occhi.
Il verde mi cattura lo sguardo come nient’altro.
Non mi piace andare nei negozi da sola
ma mi sono abituata a farlo
e cerco di non pensarci.
Mi piacciono i bimbi
ma ho paura a tenerli in braccio.
M’ispirano il 27,
i gabbiani,
Giuliano Giubilei del tg3.
A volte in mezzo alla gente mi sento sola.
Allora canto.
così norwegianwood ha sussurrato alle 15:21, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (3)
categorie: monica kitty
domenica, 24 dicembre 2006

C’è che sorrido.
Ho un bel regalo sotto l’albero e fuori c’è il sole.
Una tribù di parenti da far riappacificare
e l’animo giusto per provarci.
Lo smalto un po’ sbreccato,
un golf bordeaux,
una spilletta di HK sulla borsa di lana cotta.
La voglia di parlare
fitto fitto,
raccontare e raccontarmi, finalmente.
 
29 è un bel numero
da cui ricominciare.
così norwegianwood ha sussurrato alle 15:53, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (1)
categorie: madame et monsieur
giovedì, 21 dicembre 2006

Una moltitudine di colori nella penombra, caleidoscopio d’argento da cui riparte la vita. Così lascio che lui molli i miei ormeggi e che la speranza sospesa finalmente esploda e bruci al nuovo varo. Anche se ignoro per quanto sarà mio compagno di viaggio, anche se so che farà male, anzi peggio. Perché quest’uomo prende alla testa.

Non è il figlio di puttana che ti sceglie accessorio della sua vita, non l’uomo timido che si sente ragazzo nonostante il 3.. sulla torta di compleanno, o la meraviglia che schiude le palpebre con un bacio leggero. E’ tutto questo mescolato, fuso, plasmato. Più quelle tre o quattro cose idiote in sé che riverberano pressoché inalterate, sempre più perfezionate, nel mio orizzonte da 27 anni. Labile ed incontrollabile per definizione. E di cui qualsiasi giro precedente deficitava.

Se tutto va bene siamo fottuti, direbbe Danio.

 

Fu l’autrier ca’ t’agg ‘ncuntrat, fu l’autrier a Tuled ‘gnorsì

 

E hai voglia a parlare di sovrastrutture ideologiche e atarassica apatia.

A dire che dagli errori della vita si deve imparare. Sì, ma se l’errore è godere allora nella vita si deve imparare a godere.

La verità vera è che non c’è sillogismo che tenga la pelle morbida e il fare sornione (sorrido) di quest’uomo, che mi tiene occhi attaccati agli occhi eppure ha dita che scivolano e s’introducono in me con dolcezza, labbra che assaggiano la schiena di palpiti, che vibrano parole affatto ingenue ad accrescermi pensieri così torbidi da non vederne il fondo. Mica la prima volta. Solo che ora tra scrosci di carezze e braccia che mi prendono con forza, nella schiena mi striscia la percezione, disarmante e fulminea, di star facendo l’amore con me stessa. E quei desideri, quelle voglie appena accennati sono tra noi così simili, così dannatamente speculari nella loro perversione da sentire che si arriverà molto lontano, assieme. Che si andrà al di là del temuto, benpensante oltre.

In automedicazione la posologia è silenzio, silenzio, silenzio.

Ammesso che ne voglia guarire, dico io. Dato per certo che me ne voglia salvare.

In fondo pare che il veleno parcellizzato s’insinui sottopelle con meno danno e, forse, meno dolore…

 

Invece le ore strappate alla vita si sciolgono e gocciolano via, mentre stupide rondini salutano l’alba.

 

Ma alle porte della notte il giorno non doveva bloccarsi?

 

Vatti a fidare delle canzoni.

E di chi tesse tappeti di note, aggiungerei

Io non ti conosco,

io non so chi sei

so che..

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categorie: madame et monsieur, te e me, monica kitty
domenica, 17 dicembre 2006

La verità.
E poi, di nuovo, il silenzio che uccide.
Un ceffone ben assestato
e ho sputato sangue pure stasera.
Ho paura
del ferro e della calamita.
Ho paura
perché è ciò che voglio
e non possiamo
essere.
così norwegianwood ha sussurrato alle 19:30, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (4)
categorie: madame et monsieur

 
Un bagno caldo caldo appena sveglia,
m’impupattolo di crema leggera
e faccio colazione col panettone al Bacio.
I lupi dormono. E notteailupi, notteailupi, notteailupi.
Piove. Ed è tutto nella norma, dunque.
Gli squilibri ormonali mensili sono prematuramente passati (AveMariagratiaplenaDominustecum…).
E la domenica si trascorrerà a sciuparsi gli occhi su Photoshop,
ché il capo, appena percepiti i sentori della festa del lunedì,
ha piazzato la riunione ore 14-notte fonda
per andarmi in quel posto.
Ma chi resterà a piangere e sospirare sui libri
domani non sarò io.
Taba e Tempesta mobilitate,
anche se ancora non si sa queste diavolo di candeline
se ci saranno, o no e dove.
Senza scordare domattina l’inaugurazione
di questa mostra che m’ha accompagnata passo passo
per tutto l’anno.
Quando sorridevo sotto la pioggia
quando non mi reggevo in piedi d’estate
quando il silenzio mi ha ucciso
quando sono tornata a sorridere,
in faccia ai maligni e ai superbi.
 
 
A strappare ancora la gioia
ai giorni futuri.
 
 
 
 
 
She's le femme fatale
(and she sings)
She's le femme fatale
(and she sings)
She sings...
Lou Reed
 
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categorie: il senso della vita, delirio di onnipotenza, leggendo tra le righe
sabato, 16 dicembre 2006

C'è allegria in questi giorni, eh..

Decisamente

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categorie: il senso della vita, felicitas
mercoledì, 13 dicembre 2006

Ma perché a me non succede mai come a Bridget Jones 

che esce di casa sotto la neve per andare a Parigi

e invece trova Mark Darcy che è tornato da New York apposta per lei?

Ok, a volte mi succede di peggio.

Ma lei Darcy lo vuole.

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categorie: pensieri in corso
lunedì, 11 dicembre 2006

E ho detto tutto.

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categorie: se lo racconto non ci credono
domenica, 10 dicembre 2006

Cor magis tibi Sena pandit..

Camminando mi rivedo, qualche anno fa, infinitamente più piccola, col coniglietto Gnappo.
Piove, come sempre. Grandina. La luce è bella e fredda mentre squarci di sole scaldano appena l’aria.
E c’è chi cerca piazza Gramsci che, insomma, già nel nome è tutta un programma.
Non si sperava di poter esser ancora e di nuovo così felici in questo posto, mentre volano le tazze.
E i bambini, piuttosto che stare nel presepe, cadono a faccia in giù in piazza del Campo.
E i piccioni ti guardano e tu li guardi e li vorresti ammazzare, ma secondo me non sono poi così ostili.
La sera cade presto, fin troppo. Quando si potrebbe ancora camminare fino a Volkomkesticazzi.
 
E Fedro... Fedro forse aveva ragione.
 
Ma…

così norwegianwood ha sussurrato alle 18:11, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (3)
categorie: madame et monsieur, pensieri in corso

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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