No rastro do seu caminhar
No ar onde você passar
O seu perfume inebriante
Pendura num instante,
A rua inteira a levitar
Me abraça e me faz calor
Segredos de liquidificador
Um ser humano é o meu amor,
De músculos, de carne e osso,
Pele e cor.
E ho mille cose da raccontarti su questo pezzo, che inizia col suono della pioggia e che ascoltavo di notte. A febbraio, un paio d'anni fa.
Prima di dormire,
mentre gocciolano via le ore,
mentre mi sento sempre meno parte di questo mondo tra l’Adriatico e lo Jonio.
Sento mie la terra, le strade sempre piatte, senza mai un’altura
e ancora miei gli stormi di gabbiani ed il pacato scorrere degli attimi.
M’accorgo di danzare da sola in una scenografia ormai un po’ stinta
e il corpo di ballo di cui ero l’etoile non c’è più,
svaporato senza che me n’accorgessi
fluito via in mille rivoli d’argento
che ho finto di non vedere allontanarsi.
Che tutto si trasforma è legge di natura.
Mi restano un uomo ed una donna che lascio troppo spesso soli
e una Tempesta
e la mia ombra,
e il mondo è finito lì.
E i miei piedi vogliono altre vie.
S’incamminano entusiasti calzando scarpe che vicino al mare
non faccio loro mai portare;
volteggiano su asfalto, sampietrini, basoli imperiali
e, come bambini, non rincaserebbero mai.
E vorrei ricoprire di terra nera il dolore, il mal di stomaco
l’ansia, la paura, l’idea di non essere all’altezza..
bagnarli con le lacrime
piante fino a trovar consolazione nel sonno.
Per farli fiorire, con te, nell’amore più vero che c’è.


Lo so che sembra strano.
Ma felice come in questi giorni, negli ultimi due anni, non sono stata mai.
Anche se gli ostacoli sono ancora enormi.
Anche se tra volere e potere c'è un abisso scuro.
Nulla che il sorriso di un bambino non possa rischiarare.

