Ascensore di Scienze storiche e sociali (Dipartimento ormai frequentatissimo).
IO: T’immagini rimanessimo chiuse qui dentro che casino esploderebbe?
OPERAIO
Gelo.
Tina: Eccole, le 3 dell’Ave Maria.
Boato del pubblico in sala (di studio).
Temp: Altro che libri.. questa sta diventando una ludoteca.
P: Possibile tu non mi abbia mai visto? In 10 anni???
IO: No, sai.. io giro coi paraocchi…
Ieri c'era un bel sole.. aria freddissima, ma il sole mi pareva felice. Ma non è bastato a rendere bello un posto come l'EUR, che continuo a trovare orribile.
Oggi fa un freddo difficilmente esprimibile, quello che t'ispira l'unica voglia di stare abbracciata a qualcuno sotto le coperte e sgattaiolarne fuori solo per prender qualcosa da mangiare e poi ritornarci di corsa con la pelle infreddolita, a farla scaldare di baci.
E infatti oggi pomeriggio me ne andrò in giro per musei :D
Sono serena, ma ogni tanto mi s'affaccia il pensiero (ed il timore) che certe situazioni, certe persone, possano rivelarsi troppo perfette per continuare a opporre il muro del mio no.
.. perché l'amore ama solo le cose imperfette
F. Pessoa
Stanotte mi sono svegliata. Pioveva acqua sui tetti, sulle strade, sui cornicioni pieni di casette di piccioni. Ho preparato qualcosa di caldo da bere e mi sono seduta sul davanzale.
Ho pensato che dall’altra parte del mondo era giorno pieno e fine estate e chissà che bello.
Ho ricordato con emozione un’altra notte di pioggia, in cui ho aspettato per ore seduta sulla finestra e i telefoni misteriosamente non funzionavano e qualcuno fischiava per strada. Poteva cambiar tutto, per sempre.
E poi ho pensato che un’email o un messaggio su questi siti dei giovani, anche solo per dire ciao, non credo comprometterebbero troppo la discontinuità di un rapporto.. non m’indurrebbero a comprare le bomboniere, ecco. Ma è vero, ci sono modi e modi.. e lui molto spesso i modi non ce li ha.
Tuttavia.. oggi è Primavera.. nonché il giorno in cui sono stata concepita… e non c’è spazio per pensieri grigi.
Non oggi, non domani, non dopodomani… non li voglio più :)
Ma voglio un manuale di paleografia, forse.
e che alcune volte mi pare sarcastico come la vita possa porti davanti un'entrata dell'autostrada e qualcuno sceglie comunque sempre la mulattiera stretta.
Lupi, dicono.
A paixão me pegou
Tentei escapar não consegui
Nas grades do meu coração
Sem querer eu te prendi

End d uinner is…
Facciamo un Fandango.
Porto un paio di calzettoni a fasce, di un mucchio di colori diversi. Sono molto lunghi, quasi quanto un paio di parigine, ed hanno la punta strana.. cioé, hanno uno spazio per ogni dito, come un guanto. E non ricordo assolutamente chi me le abbia regalate. Un regalo recente, ma davvero non riesco a ricordarmi di chi e mi dispiace.
Ho ripreso Pessoa.. senza averlo forse mai abbandonato: alcuni versi li frequento nella memoria ogni giorno, ché tanto assomigliano ai miei pensieri.
E Lisbona vorrei respirarla. Ci sono infiniti posti nel mondo che non conosco, che non ho visitato fino ad oggi.. ma Lisbona ha un altro senso. Quel retrogusto di fado che è la nota di fondo del mio essere.
E pensavo proprio in questi giorni a quegli infiniti posti. Alle città che ho realmente vissuto nella quotidianità.. nella spesa, nel pagare le bollette, nel viaggiare pigiata nel tram. Ma anche che avrei voluto vedere strade e palazzi e scorci diversi di cielo con la persona che amavo. E non è mai successo, per una serie infinita e crudele di motivi. Mi sembra d’aver congelato, sì, congelato è il termine esatto, la mia vita per tanto tempo.. in un’attesa di… che non s’è mai esaudita. Ho atteso, per anni, che certe cose cambiassero: una fiducia incrollabile e delusa in una felicità che, ne ero certa, col tempo sarebbe arrivata cancellando le ombre. Meravigliosamente amplificata da quelle ombre, ormai superate.
Non è un caso, ora credo, che, appena finito quell’amore, in capo a due giorni lui sia volato a Barcellona.
E non è un caso che dopo anni ricompaia adesso, mentre cammino piano piano, con paura, su una strada che definire discontinua è un delirio d’ottimismo. Ma che mi fa felice tanto da lasciarmi senza parole.. e molto di più vorrei parlare e raccontare e raccontarmi, e poi l’emozione mi rincretinisce.
Tante cose, mi accorgo, m’influenzano ancora e mi spaventano, nell’abbracciare l’uomo che oggi riempie i miei occhi, mentre scivola piano nel sonno.
E’giusto portare il peso del fallimento di un amore, soprattutto quando si disegnava la propria vita assieme, presente e futura. Quando avevi un bassett-hound di nome Pigro e tua figlia già si chiamava Giulia e si lavava il viso con l’acqua fredda esclamando ‘Eccoci qua’, come il papà.
Un amore sciupato, giocato male, accartocciato, perfino ucciso ci resta nei gesti e nelle emozioni per sempre.
Non ho mai saputo quale fosse la mia, nel noto sistema delle due velocità: qualunque essa fosse, oggi è sensibilmente diminuita. La spavalderia e la forza caparbia hanno lasciato spazio al riaffiorare di paure che pensavo, speravo dimenticate. E vorrei che l’emozione della sua pelle sulla mia fosse più forte di tutto questo.
Ecco ciò che intendo quando dico che i giorni passati ad esser triste non me li darà indietro più nessuno: però mi sono serviti tutti, uno per uno, a capire che non voglio perdere altri sorrisi.
Voglio avere fiducia e tendere le labbra all’insù.
E semmai dovessi passare da queste parti, da questo diario lasciato aperto sul tavolo, come dici tu.. sì, questi pensieri sono proprio per te, monsieur.