venerdì, 30 marzo 2007

Primavera

Ascensore di Scienze storiche e sociali (Dipartimento ormai frequentatissimo).

IO: T’immagini rimanessimo chiuse qui dentro che casino esploderebbe?

OPERAIO MAI VISTO: Si scatenerebbero turpi istinti..

 

Gelo.

 

 

 

Tina: Eccole, le 3 dell’Ave Maria.

Boato del pubblico in sala (di studio).

 

 

 

Temp: Altro che libri.. questa sta diventando una ludoteca.

 

 

 

 

P: Possibile tu non mi abbia mai visto? In 10 anni???

IO: No, sai.. io giro coi paraocchi…

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categorie: dottssa tempesta, una tazza di cazzi nostri, sto cercando la casa editrice, end d uinner is
mercoledì, 28 marzo 2007

Patate bollite e spine.
Ho sognato di svegliarmi ed averne la bocca piena.
Di correre in bagno e tirare fuori con le mani quella poltiglia.
E le spine erano mille e facevano male alla gola
e più ne toglievo e più ce n’erano.
Ma che sollievo avere finalmente il coraggio –e la voglia–  di sputarle via.
 
E che bello arrivare stamattina e trovare questa sorpresa perfetta davanti all’ascensore.
Un sorriso e Ciao, a dopo.
Aspettando il dopo, col mio nuovo manuale di paleografia.
Sorrisi, sorrisi.
 
 
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sabato, 24 marzo 2007

Ieri c'era un bel sole.. aria freddissima, ma il sole mi pareva felice. Ma non è bastato a rendere bello un posto come l'EUR, che continuo a trovare orribile.
Oggi fa un freddo difficilmente esprimibile, quello che t'ispira l'unica voglia di stare abbracciata a qualcuno sotto le coperte e sgattaiolarne fuori solo per prender qualcosa da mangiare e poi ritornarci di corsa con la pelle infreddolita, a farla scaldare di baci.
E infatti oggi pomeriggio me ne andrò in giro per musei :D
Sono serena, ma ogni tanto mi s'affaccia il pensiero (ed il timore) che certe situazioni, certe persone, possano rivelarsi troppo perfette per continuare a opporre il muro del mio no.

.. perché l'amore ama solo le cose imperfette
F. Pessoa

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categorie: delirio di onnipotenza, una tazza di cazzi nostri, pupa atque tempesta
mercoledì, 21 marzo 2007

Stanotte mi sono svegliata. Pioveva acqua sui tetti, sulle strade, sui cornicioni pieni di casette di piccioni. Ho preparato qualcosa di caldo da bere e mi sono seduta sul davanzale.

Ho pensato che dall’altra parte del mondo era giorno pieno e fine estate e chissà che bello.

Ho ricordato con emozione un’altra notte di pioggia, in cui ho aspettato per ore seduta sulla finestra e i telefoni misteriosamente non funzionavano e qualcuno fischiava per strada. Poteva cambiar tutto, per sempre.

            E poi ho pensato che un’email o un messaggio su questi siti dei giovani, anche solo per dire ciao, non credo comprometterebbero troppo la discontinuità di un rapporto.. non m’indurrebbero a comprare le bomboniere, ecco. Ma è vero, ci sono modi e modi.. e lui molto spesso i modi non ce li ha.

            Tuttavia.. oggi è Primavera.. nonché il giorno in cui sono stata concepita… e non c’è spazio per pensieri grigi.

Non oggi, non domani, non dopodomani… non li voglio più :)

 
 

Ma voglio un manuale di paleografia, forse.

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categorie: delirio di onnipotenza
domenica, 18 marzo 2007

Io

A lungo sono riuscita, a stento, a tenermi a galla.
Ora nuoto.
 
Lo dicevo, stamattina, ad un amico che non sentivo da molto.
Un amico che avevo fatto avvicinare più di altri, che quasi c’era riuscito a cambiare la sua definizione nel mio orizzonte. E poi.. una notte di pioggia in una piazza appena inaugurata ha cambiato di nuovo tutto.
Spontaneo il mio pensiero, e semplice, nel tentativo di riassumere un paio di mesi. Solo un paio, ma densissimi.
Mica so dov’è che vado a parare. Il desiderio di fare finalmente progetti più o meno lungimiranti, la necessità d'immaginarsi la vita quasi di giorno in giorno. Di mercoledì notte in mercoledì notte. Ma va bene.
E anche se la cattedrale della famiglia mi sta crollando addosso, con la sua polvere, le voragini che si aprono ad ogni passo e le parole terribili che volano da una navata all’altra, sento che il momento nero nerissimo è passato.. che in fondo sono io, anzi.. sono di nuovo com’ero.
E voglio ancora, per me, il giallo ed il rosso più accesi.
Reagire con un sorriso, non lasciare che le parole mi muoiano in gola.
Voglio ancora svegliarmi con lui, sì lo voglio, addosso a lui.. che ancora dormiamo e già ci cerchiamo.
E poi sentire che si alza, che scende le scale.. pensare ad ogni passo scricchiolante Ora casca, ora casca.. e ridere felice con la faccia nel cuscino.. e all’improvviso la luce e la musica inondano la casa. E lui da giù mi guarda coi capelli sugli occhi ed io faccio ciaociao con la mano. Una volta sola ancora o forse mille: l'importante sarà aver bevuto quella felicità.
Senza nascondermi dal sole della Primavera a venire.. voglio scarpe rosse, di vernice, che rendano più allegri i miei passi. Abiti leggeri e sandali piccoli ed alti per entrare nei suoi occhi. Acqua di mare e posti mai visti. Nuovi tramonti dall'alto della cisterna romana alla Caffarella, e lucciole sulla strada del ritorno.
Mettere in un cassetto i libri e le fotocopie e provare a vivere senza la loro anestesia. Sentire anche di giorno il dolore del vuoto, il profondo taglio della solitudine. Sputarne il veleno.
 
E ricominciare daccapo.
 
 
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categorie: il senso della vita, felicitas sperata, monica kitty

e che alcune volte mi pare sarcastico come la vita possa porti davanti un'entrata dell'autostrada e qualcuno sceglie comunque sempre la mulattiera stretta.

Lupi, dicono.

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sabato, 17 marzo 2007

;)

A paixão me pegou
Tentei escapar não consegui
Nas grades do meu coração
Sem querer eu te prendi

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categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur
venerdì, 16 marzo 2007

Masma

Appoggiati ad un muretto a secco, guardiamo un’ape che svolazza sui piccoli fiori gialli egnatini.
 
Io: Chissà come fa a sapere quale scegliere, su quale posarsi...
Masmo: Sono i fiori che si fanno scegliere.
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categorie: il senso della vita
mercoledì, 14 marzo 2007

End d uinner is…

 

Facciamo un Fandango.

 

Dirige l’Orchestra: la dott.ssa Tempesta.
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categorie: end d uinner is

Porto un paio di calzettoni a fasce, di un mucchio di colori diversi. Sono molto lunghi, quasi quanto un paio di parigine, ed hanno la punta strana.. cioé, hanno uno spazio per ogni dito, come un guanto. E non ricordo assolutamente chi me le abbia regalate. Un regalo recente, ma davvero non riesco a ricordarmi di chi e mi dispiace.

 

Ho ripreso Pessoa.. senza averlo forse mai abbandonato: alcuni versi li frequento nella memoria ogni giorno, ché tanto assomigliano ai miei pensieri.

E Lisbona vorrei respirarla. Ci sono infiniti posti nel mondo che non conosco, che non ho visitato fino ad oggi.. ma Lisbona ha un altro senso. Quel retrogusto di fado che è la nota di fondo del mio essere.

E pensavo proprio in questi giorni a quegli infiniti posti. Alle città che ho realmente vissuto nella quotidianità.. nella spesa, nel pagare le bollette, nel viaggiare pigiata nel tram. Ma anche che avrei voluto vedere strade e palazzi e scorci diversi di cielo con la persona che amavo. E non è mai successo, per una serie infinita e crudele di motivi. Mi sembra d’aver congelato, sì, congelato è il termine esatto, la mia vita per tanto tempo.. in un’attesa di… che non s’è mai esaudita. Ho atteso, per anni, che certe cose cambiassero: una fiducia incrollabile e delusa in una felicità che, ne ero certa, col tempo sarebbe arrivata cancellando le ombre. Meravigliosamente amplificata da quelle ombre, ormai superate.

Non è un caso, ora credo, che, appena finito quell’amore, in capo a due giorni lui sia volato a Barcellona.

 E non è un caso che dopo anni ricompaia adesso, mentre cammino piano piano, con paura, su una strada che definire discontinua è un delirio d’ottimismo. Ma che mi fa felice tanto da lasciarmi senza parole.. e molto di più vorrei parlare e raccontare e raccontarmi, e poi l’emozione mi rincretinisce.

Tante cose, mi accorgo, m’influenzano ancora e mi spaventano, nell’abbracciare l’uomo che oggi riempie i miei occhi, mentre scivola piano nel sonno.

E’giusto portare il peso del fallimento di un amore, soprattutto quando si disegnava la propria vita assieme, presente e futura. Quando avevi un bassett-hound di nome Pigro e tua figlia già si chiamava Giulia e si lavava il viso con l’acqua fredda esclamando ‘Eccoci qua’, come il papà.

Un amore sciupato, giocato male, accartocciato, perfino ucciso ci resta nei gesti e nelle emozioni per sempre.

Non ho mai saputo quale fosse la mia, nel noto sistema delle due velocità: qualunque essa fosse, oggi è sensibilmente diminuita. La spavalderia e la forza caparbia hanno lasciato spazio al riaffiorare di paure che pensavo, speravo dimenticate. E vorrei che l’emozione della sua pelle sulla mia fosse più forte di tutto questo.

Ecco ciò che intendo quando dico che i giorni passati ad esser triste non me li darà indietro più nessuno: però mi sono serviti tutti, uno per uno, a capire che non voglio perdere altri sorrisi.

Voglio avere fiducia e tendere le labbra all’insù.

 

E semmai dovessi passare da queste parti, da questo diario lasciato aperto sul tavolo, come dici tu.. sì, questi pensieri sono proprio per te, monsieur.

 

 

così norwegianwood ha sussurrato alle 10:34, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur, felicitas sperata, monica kitty

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

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