lunedì, 09 aprile 2007

Si chiude per inventario, per riflettere, per fare pulizia o solo perché ci si secca, e basta.
Per rinnovo locali, per cambio gestione.
Si sbarrano le porte per paura, o per evitare che qualcuno s’avvicini.
E’normale.
Tanto normale non è se poi si resta appollaiati sulla torre a guardare il mondo, senza aver più voglia di scendere.
Molto stupido prendere un altro qualsiasicosa.splinder.com e ricominciare daccapo.
Nascosta, io? Mai. Mai, più.
 
E con questo sole.. con tutta questa vita che mi viene incontro…
l’unica cosa che posso fare è scrollare le spalle, minimizzare i contrasti
e sorvolare sulle cazzate.
Senza pesi, dopo aver finalmente vomitato tutto il tempo non digerito e irrancidito nello stomaco, ogni cosa ha una nuova luce.
La vedo e sorrido.
 
E tra poco sarà tempo di vestiti leggeri, bretelline e capelli da tirar su.
Di fuochi di notte e pelle che sfrega la sabbia.
Sarò pure quella gatta senza cesta, ma pur sempre una girl with caleidoscope eyes.
Happy girl with caleidoscope eyes.

Per lui che ha paura di sbagliare.
Per lei che ha avuto dubbi ma non ha mai cambiato idea.
Per lui che girerà il mondo.
Per lei che sorride e sorriderà.
Per un bambino che somigli a loro.


Perché "Voglio vederti tutti i giorni.. ma so che ogni giorno che passa è un giorno buono per perderti"

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categorie: delirio di onnipotenza
sabato, 24 marzo 2007

Ieri c'era un bel sole.. aria freddissima, ma il sole mi pareva felice. Ma non è bastato a rendere bello un posto come l'EUR, che continuo a trovare orribile.
Oggi fa un freddo difficilmente esprimibile, quello che t'ispira l'unica voglia di stare abbracciata a qualcuno sotto le coperte e sgattaiolarne fuori solo per prender qualcosa da mangiare e poi ritornarci di corsa con la pelle infreddolita, a farla scaldare di baci.
E infatti oggi pomeriggio me ne andrò in giro per musei :D
Sono serena, ma ogni tanto mi s'affaccia il pensiero (ed il timore) che certe situazioni, certe persone, possano rivelarsi troppo perfette per continuare a opporre il muro del mio no.

.. perché l'amore ama solo le cose imperfette
F. Pessoa

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categorie: delirio di onnipotenza, una tazza di cazzi nostri, pupa atque tempesta
mercoledì, 21 marzo 2007

Stanotte mi sono svegliata. Pioveva acqua sui tetti, sulle strade, sui cornicioni pieni di casette di piccioni. Ho preparato qualcosa di caldo da bere e mi sono seduta sul davanzale.

Ho pensato che dall’altra parte del mondo era giorno pieno e fine estate e chissà che bello.

Ho ricordato con emozione un’altra notte di pioggia, in cui ho aspettato per ore seduta sulla finestra e i telefoni misteriosamente non funzionavano e qualcuno fischiava per strada. Poteva cambiar tutto, per sempre.

            E poi ho pensato che un’email o un messaggio su questi siti dei giovani, anche solo per dire ciao, non credo comprometterebbero troppo la discontinuità di un rapporto.. non m’indurrebbero a comprare le bomboniere, ecco. Ma è vero, ci sono modi e modi.. e lui molto spesso i modi non ce li ha.

            Tuttavia.. oggi è Primavera.. nonché il giorno in cui sono stata concepita… e non c’è spazio per pensieri grigi.

Non oggi, non domani, non dopodomani… non li voglio più :)

 
 

Ma voglio un manuale di paleografia, forse.

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categorie: delirio di onnipotenza
mercoledì, 14 febbraio 2007

E' bastato un pomeriggio di chiacchiere ed acquisti e l'umore è tornato su.
Le donne con le mestruazioni rovineranno il mondo.
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categorie: delirio di onnipotenza, quando dico cazzate lo ammetto
giovedì, 18 gennaio 2007

Stavolta non mi fermate piùùùùùùùù..

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categorie: delirio di onnipotenza, se lo racconto non ci credono, sto cercando la casa editrice
domenica, 17 dicembre 2006

 
Un bagno caldo caldo appena sveglia,
m’impupattolo di crema leggera
e faccio colazione col panettone al Bacio.
I lupi dormono. E notteailupi, notteailupi, notteailupi.
Piove. Ed è tutto nella norma, dunque.
Gli squilibri ormonali mensili sono prematuramente passati (AveMariagratiaplenaDominustecum…).
E la domenica si trascorrerà a sciuparsi gli occhi su Photoshop,
ché il capo, appena percepiti i sentori della festa del lunedì,
ha piazzato la riunione ore 14-notte fonda
per andarmi in quel posto.
Ma chi resterà a piangere e sospirare sui libri
domani non sarò io.
Taba e Tempesta mobilitate,
anche se ancora non si sa queste diavolo di candeline
se ci saranno, o no e dove.
Senza scordare domattina l’inaugurazione
di questa mostra che m’ha accompagnata passo passo
per tutto l’anno.
Quando sorridevo sotto la pioggia
quando non mi reggevo in piedi d’estate
quando il silenzio mi ha ucciso
quando sono tornata a sorridere,
in faccia ai maligni e ai superbi.
 
 
A strappare ancora la gioia
ai giorni futuri.
 
 
 
 
 
She's le femme fatale
(and she sings)
She's le femme fatale
(and she sings)
She sings...
Lou Reed
 
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categorie: il senso della vita, delirio di onnipotenza, leggendo tra le righe
domenica, 03 dicembre 2006

In un mondo in cui si fa un gran parlare di Hillary e Ségolene a me non dà per nulla fastidio l’idea di un uomo che aspetta il tecnico della caldaia al posto mio o vuol vedere la partita tre sere su cinque.
Non mi son mai sentita sminuita a lavare calzini, a stirare camicie e a far da mangiare.
Né tantomeno, se tornasse tardi e mi svegliasse per fare l’amore, mi vestirei della bandiera del femminismo. Anzi, se facesse piano per non disturbarmi credo gli salterei addosso io.
 
Pari opportunità, certo.
Ma fuori da casa mia.

Man+Woman

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categorie: delirio di onnipotenza, leggendo tra le righe, felicitas sperata
sabato, 02 dicembre 2006

Giorni di lavoro, pesante al di là di ogni immaginazione…
ma grandi risultati sono alle porte.
Situazioni che cambiano.
Giorni d’incontri saltati,
di abbracci che cambiano la vita.
Ritrovarsi a sorridere all’improvviso,
quando pensavo che ci sarebbe voluta un’eternità.
E della costanza, delle 16 ore senza perdere un beat
all’improvviso, forse, non importa più.
Che non ha senso spiarmi, cercarmi
e a pochi passi da me
poi nascondersi.
Quando invece c'è chi butta il cuore oltre l'ostacolo,
mi prende e mi porta via.
Io so quello che voglio.
Ma anche so di meritare infinitamente di più
di ciò che finora ho avuto.
 
 
A un passo dalla mia prossima torta,
da un nuovo e luccicante Natale
magari è vero..
che tutto stia per cambiare.
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categorie: delirio di onnipotenza, felicitas sperata
sabato, 25 novembre 2006

 
Se mi toccano i Beatles divento idrofoba: non esistono riletture, riarrangiamenti e cose così. Solo Across the Universe di Fiona Apple mi piaceva. E Norwegian wood, se una certa orchestra l’avesse plasmata a sua immagine infondendole il suo calore, non mi sarebbe dispiaciuta.
Questo Love tutto mixato, però,  mi sta piacendo. Molto.
Ed il colore del cofanetto è meraviglioso: sa di me, di una camicia, delle mie lenzuola e di un pacchetto di Pall Mall lasciato lì dopo l'amore.

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categorie: delirio di onnipotenza, note di notte

Reveries

Notavo come negli ultimi tempi si sia finito con lo scrivere a senso unico d’uno “psicopatico che ti fa solo battere un po’ di più il cuore” (la definizione è di Gines e direi che, per certi versi, è meravigliosamente calzante).
Mentre invece proprio in questo periodo ho riflettuto su alcuni punti per me assai scontati ma che personaggi altamente tricotici ritengono siano degni di pubblicazione (benché credo possano apparire inquietanti).
 
Tipo che mia mamma, poco prima di partorirmi, sognò Papa Wojtyla (nominato da poco) e gli chiese non di farmi nascere sana o mediamente intelligente o qualsiasi cosa si auguri un genitore normale, no… pregò che fossi bionda con gli occhi chiari. E Papa Karol, che era persona evidentemente gentile e propensa ad accondiscendere, promise in sogno d’accontentarla.. purché poi la fanciulla portasse il suo nome. Così, un giovedì di dicembre alle 6 del mattino una bimba bionda e occhioazzurrata fu spedita di filato nell’incubatrice.. ma siccome già da tempo si meditava per lei un nome un po’ particolare, Wojtyla dovette accontentarsi di Carlotta in seconda posizione.
Mentre la filodiffusione dell’ospedale mandava Lugano addio. Amen e così sia.
 
Parlando sotto ponte Cestio ricordavo anche come da piccola mi fossi fissata di volermi fare suora. E mica suora qualunque: clarissa francescana. Quindi per seguire quest’ispirata, altissima vocazione della mia esistenza avevo deciso di abituarmi al rigore monastico già in tenera età e giravo per casa col capo coperto da un asciugamani bianco, tenuto da una molletta per bucato rigorosamente di legno; così pure, un altro asciugamani mi cingeva la vita, coprendo i miei abiti mondani. Poi a 10 anni mi sono innamorata di Paul McCartney e il monachesimo andò a puttane.
    Ed io che ridevo dell’immagine della Tempesta che brandisce la spada sul cavallo a dondolo imitando la Stella della Senna.. che peraltro ai miei tempi giudicavo troppo poco vestita per essere una persona seria.. e adesso manca poco che ci somigli, basco compreso.

 
Ancora, a caso:
-           Bella senz’anima, che è il pezzo che mi ritrovo a cantare per non saper che fare almeno un paio di volte al giorno, tutti i giorni, senza nemmeno accorgermene; benché conosca solo il punto che fa Povero diavolo, che pena mi faaaaaaa, e quando a letto lui ti chiederà di più glielo concederaaaaaaai perché tu fai cosìììììììì;
-      Tiny dancer che verrà suonata al mio matrimonio, nel caso in cui, rasentando l’utopia, dovessi cambiare idea circa questa istituzione e infilarmi in un bustino bianco senza bretelline e presentarmi davanti ad un altare;
-            mangiare la crema di riso Plasmon, a colazione o dopo cena;
-            l’antipatia per i numeri pari;
-            il mancinismo imperante e la mano destra usata solo per scrivere;
-            l’abitudine di parlare e canticchiare al contrario tra me e me;
-            il desiderio da piccola, sedato al fulmicotone da mia madre, di suonare la batteria;
-            la mania di raccattare penne, blocchetti e qualsiasi altra cazzata distribuita dagli informatori scientifici del farmaco;
-            la capacità di addormentarmi in qualsiasi situazione, in mezzo a gente che parla o con luci puntate in faccia;
-            quella volta in cui, per poter mettere una cintura che monsieur aveva distrutto e lasciato per ricordo a casa mia, le ho fatto il buco con la testina dello spazzolino elettrico (sullo sfondo tratteggerei mia sorella che urla “Ma tu non sei normaleeeee”);
-            l'abitudine di dire che qualcosa che ha comprato mia sorella è orribile e poi fare il diavolo a quattro per indossarla.
così norwegianwood ha sussurrato alle 10:41, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: delirio di onnipotenza, atomismo

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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