venerdì, 08 dicembre 2006

Canzone del pomeriggio.

Strega si nasce,

tra nuvole e lenzuola

non dire una parola

uououo.

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categorie: madame et monsieur, desktop della retina, mapensaunpò
martedì, 07 novembre 2006

The Long Road

Giorno di pullman, un po’ per tutti.
A lungo, sulla strada, ho pensato alle parole di mia madre. Lei e Pinus vogliono seguire la strada dei nostri avi: lasciare i due mari e sorridere passeggiando lungo il fiume dei conquistatori. Restare greci nel cuore, divenire cittadini romani.
Mi ha spiazzato. E sono, ancora, così.. sospesa tra il pensare a questa cosa e il non sapere cosa ne penso, accoccolata sul sedile accanto al finestrino, avvolta nel mio scialle verde.
Nel buio, la luna piena, pienissima, ed Eddie Vedder e Nusrat Fateh Ali Khan.
Il pensiero di qualcun altro, che corre lungo un’altra autostrada. E i cui occhi, forse, per caso, guardano lo stesso pezzo di cielo.
Profumo di castagne arrosto e idea di un altro compleanno, di un Natale da sola.
Ma non ci buttiamo troppo giù, no… che questa vita è così bella proprio nel suo non farci sapere dove saremo domani. E nel continuare a sussurrarci, sottovoce, proprio quando arriva il pianto, che niente è impossibile.
Così ha fatto ieri con me. Con me che ho ancora un giardino fiorito nel cuore, mentre arriva l’inverno.
 
 
 
We all walk the long road. Cannot stay...
There's no need to say goodbye

così norwegianwood ha sussurrato alle 14:37, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: delirio di onnipotenza, madame et monsieur, desktop della retina
giovedì, 02 novembre 2006

Strade

Avete mica presente quello sbuffo che fanno i cavalli? Quel verso, con le labbra… insomma, quello che quando uno pensa ad un cavallo pensa a quel verso. No, non il nitrito… quell’altro.
Ecco, mi sono accorta che spesso lo faccio anch’io.
Camminando, oggi, nella mia consueta passeggiata pomeridiana piazza Navona – porta Maggiore, via colle Oppio ed Esquilino, ho attraversato la strada dalla stazione Colosseo al Colosseo vero e proprio. E giù brrrrr, quel verso. Che è un pò come dire “Vabbé.. va come va, andiamo avanti”. E lì mi son resa conto che non era la prima volta che, passeggiando, mi veniva di farlo.
Forse è una reazione inconscia del mio corpo.. che anche con il primo freddo pungente (e l’abbigliamento non proprio caldissimo di oggi) ho spinto a fendere l’aria autunnale. Ma è il mio momento: quello in cui mi lascio alle spalle il sole che tramonta e rifletto; un pò più di 4 km (massarò scema?) in cui sono felice o mi dispiaccio e scopro sempre qualcosa di nuovo su di me o su questa fetta di Roma che adoro.
Come ad esempio quella via, da cui sarò passata decine (se non centinaia) di volte totalmente ignara e nella quale oggi, per la prima volta, sono stata investita da una folata inaspettata di calore.
Ho spalancato gli occhi, ascoltato per un attimo.
Ho capito. Ed ho sorriso. Di cuore.
Ne sorrido anche ora, nonostante tutto.
Perché, nonostante tutto, trovo questo sfiorarsi molto bello.
 
Che l’amore questo è: sfiorarsi senza prendersi mai.
così norwegianwood ha sussurrato alle 19:08, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (1)
categorie: leggendo tra le righe, desktop della retina
domenica, 15 ottobre 2006

E m'addormento pensosa.           

E tu leggerai il mio pensiero sul tuo display, tornando a casa.
Da quella che ormai è solo un’incrostazione sul tuo ego.
A pochi metri da me, non risponderai.
Ma accenderai il pc.
Seduto sui gradini di questo portico, come sempre quando io non ci sono.
Ti piace scoprirti tra le mie righe. Quelle che gli altri non possono capire.
Quelle che esplodono di gioia, quelle che stillano dolore.
Te ne compiaci, curioso come sei.
Aspetti che, prima o poi, sussurri sono innamorata di te, prendimi e portami via.
Solo per nutrire il tuo amor proprio.
Resti immobile, a un passo dalla felicità.
Il tuo silenzio è assordante e vigliacco.
 
Ed io non scriverò più di te.
così norwegianwood ha sussurrato alle 00:51, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (15)
categorie: wishlist, madame et monsieur, desktop della retina, pensieri in corso
martedì, 26 settembre 2006

L'imprevedibilità degli eventi gnatini...

...a volte è buffo cm l'imprevedibilità degli eventi sia in grado di spazzare via i musi di per sè già troppo lunghi...ti alzi, cn l'umore nero di chi si prospetta soltanto cassette piene di cocci infangati...ti prepari e frettolosamente - cm sempre - ti avvii verso un luogo che oggi no...oggi proprio nn riesci ad amare...e nn basterà uno scambio di chiacchiere idiote travestite di ottimismo cn il signor cassetta a farti credere che andrà meglio...neanche una visita alla Trony sarebbe bastata...e poi ti senti sola, forse un po' abbandonata da chi riusciva a renderti un minimo spensierata recitando, cm in un vecchio teatrino di Bari vecchia, frasi da vernacolo...anche loro sn andate via...e mangi sola...

....però guardi il cielo...e in quel momento ti arriva un msg che ti ricorda quanto esso, in maniera quasi strafottente, sembri presagire gli eventi imminenti...è difficile spiegare cm ti senti ma...ma...basta sentire la tua voce tremante, sola nel tuo bungalow che, oserei dire, stupidamente ringrazia le cime tempestose distanti ma vicine vicine...e bevendo nella nostra unica tazza, l'unico desiderio che hai è quello di lanciare quel cellulare nel bungalow di fronte....

TEVEBE....

così profumoDcocco ha sussurrato alle 21:00, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (4)
categorie: witches, desktop della retina, sto cercando la casa editrice, felicitas
lunedì, 28 agosto 2006

Non mi piace tirare le somme, fare bilanci. Forse perché non stilando alcun riassunto m’illudo d’essere in continuo movimento. O perché sedersi e ripensare a quel che è stato sottintende l’agguato della memoria. Della memoria del dolore. E della gioia, che però in qualche modo si piega sempre a malinconia.
 
Una sera a cena con mio padre, io e lui da soli. Il Chievo in tv (‘E’pur sempre una squadra italiana’), l’insalata verde e le cipolle di Tropea nel piatto.
Non abbiamo mai parlato molto in vita nostra, forse gli screzi sono stati più che i momenti d’affetto: due caratteri troppo simili, troppo ugualmente orsi per comunicarsi il bene che ci vogliamo. Troppo incapace io, forse. Chissà se c’entra il fatto che si chiama Pino pure lui. Ma ci si è sempre tenuti insieme con uno sguardo.
 
La quieta abitudine del vivere di ogni giorno. Il risveglio sempre alla stessa ora, Gines che mi abbraccia col cornetto e il giornale. Il mare. Infinite ore da riempire, che da sole si colmano di pensieri. Quando sono arrivata ero pelle ed ossa, consumata ed esangue. Il viso costellato di ferite per quella rabbia che non ho urlato dopo l’ultimo mese vissuto a 300 all’ora ed interrotto da un attimo all’altro con due parole su un sms. Far sempre finta che vada tutto bene, non versare una lacrima: ma al corpo non menti e prima o poi un modo di liberarsi del veleno che gli hai messo in circolo lo trova da solo.
Ci ho sperato che l’emergenza rientrasse. Che le prime piogge potessero rinverdire pensieri di zucchero.. ed in fondo un appuntamento per fine settembre già ce l’avremmo. Ma non ne voglio sapere. Ciò non m’impedisce di saltare ogni tanto su qualche mina nascosta nei pensieri. E i giornali e la tv e i manifesti per strada non aiutano molto. Come neanche sapere che apre gli occhi a due angoli da me. Ma porcaputtana.
 
E com’è carina quella bimba dello spot… quella brunetta che canta Voglio vivere cosììììì.
 
Il mercato. La sveglia alle 7, il cappuccino alle 8. ‘Gines, ma se c’andiamo verso le 10 son sicura che le bancarelle non si spostano.’ Sguardaccio. Ok, andiamo. La calca, le donne dai look improponibili. I bambini, i passeggini signoramièsalitasulpiede, la bancarella più affollata (e non l’avresti mai detto): una vecchina su una sedia di paglia ad un crocicchio, in mano i ferri per la pasta. Io faccio il carico di indumenti intimi in vista dello scavo, Gines dopo 10 minuti deve, al solito, far pipì. Mi sento serena.. gli acquisti raminghi dureranno forse solo un’ora, ma in quel lasso di tempo affiorano i miei ricordi legati a questo posto. E c’è il tipo che vende tutti gli shampoo e le creme di questo mondo (incrollabile nella mia considerazione), lo spazio del grande mercante leccese di scarpe, quelli dei cosmetici che paiono più riforniti d’una profumeria del centro (e mille donne s’accalcano elargendo consigli su questo o l’altro mascara e i prezzi sono stracciati: ma com’è possibile, mi chiedo? Sarà catrame? Ma non potrei comprarlo in nessun altro posto..), il meraviglioso tendone dei costumi da bagno e le ragazze che fanno la fila dietro un furgone, pittoresco camerino di prova che tra portelloni e tendine tenta di nascondere seni e bikini agli sguardi indiscreti. E ragazzi che sembrano piovuti dal cielo a fumarsi una sigaretta giusto all’angolo della strada, di fronte al furgone.
Gines è riuscita a comprare un paio di espadrillas a 3 euro ed ha un sorriso che è tutto un programma. E deve far pipì. Solo lei può. Una sigaretta e andiamo a casa.
 
Na sira mi passai de li paduli
e 'ntisi li cranonchiuli cantare
Comu cantaru belle a una a una
pariane lu rusciu de lu mare
Lu rusciu de lu mare è tantu forte
la fija de lu re se da la morte..
 
 
Le decisioni da prendere sul futuro. Quelle serie, quelle fondamentali: il dottorato e Roma. La prossima settimana che si configura come un mostro pronto a sbranarmi. E poi 2 mesi a lavorare con 80 persone. Io, che ho bisogno di una pausa di 20 minuti dal mondo ogni 20 minuti. Il mio annuale corso di sopravvivenza. Ed io che resto sempre uguale a me stessa: ostinata come un mulo. Ed alla fine devo averla vinta.
 
Forse prima o poi si raggiungerà questo tropico dell’anima, in cui dai 100 e ti viene restituito 100. Nel mentre, sorrido. E fermo i pensieri cattivi sul foglio, perché qui restino; quelli buoni li tengo con me, stretti sotto al cuscino. Come il sacchetto di lavanda che avevo da piccola, bianco e chiuso da un nastrino lilla.. lo tiravo fuori e l’annusavo e tutto sembrava più bello.
Da qualche giorno, in certi momenti c’è qualcosa che somiglia a quel sacchetto, o forse più ad uno specchio riflettendomi nel quale mi sento meno strana e rompipalle. E per un attimo vedo davvero le cose brutte sotto la luce dell’ironia e ne rido anch’io. Un attimo. Eppure fa bene.
Ma, citandolo, direi che è ancora troppo presto, come rispose Mao a quel giornalista che gli domandò cosa ne pensasse a proposito della Rivoluzione francese.
 
 
 
 
così norwegianwood ha sussurrato alle 21:04, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: delirio di onnipotenza, desktop della retina
domenica, 23 luglio 2006

La mia ninnananna per te

...questa è la nostra vita..o tutto o niente..simmetricamente gioia e dolore...nessuna voglia di tornare e lotta continua per rimanere...le notti passate a prenderci radiazioni con il cell sul cuscino aspettando di sentirlo vibrare al suon di "TA TA TAAAA"..la gioia della confidenza imminente alle amiche (se si potesse farlo in quel preciso istante saremmo al VII cielo!)..la sicurezza di saxe "So cm m sento"...l'attesa di vederlo arrivare cn la macchina...il terrore di sentire "prima di te c'è stata un'altra pugliese" (l'ho sentito anche io...te lo giuro!)...la voglia di registrare ogni singolo, strafottutissimo attimo e la paura che quell'attimo in un troppo violento, antipatico, inopportuno attimo voli via...i progetti...corri di qua, corro di là (cosa accadrà, cosa accadrà! - anche Cristina D'Avena ce lo ha preannunciato quando da fanciulle guardavamo la Stella della Senna...)...e la collezione dei più svariati, rinomati, rari, unici punti interrogativi che si sia mai vista che cresce a dismisura nella nostra scatola cranica... 

...e nel nostro tango delirante, sebbene la rosa stretta tra i denti ci faccia sanguinare le labbra, noi danziamo allietate dalla loro presenza..seppur effimera...sebbene sempre troppo di passaggio...danziamo inebetite dalla loro morsa...dai loro respiri...dalle loro rivelazioni...dalle loro contraddizioni...dai loro sguardi..dalla loro es-senza...e poi..sul desktop della nostra retina..tasto destro...proprietà...sfoglia...rimane lì...indelebile...la loro immagine...la più bella...ogni volta sempre sempre più disarmante di quella precedente...a tal punto da far schizzare in secondo piano mostri o giganti che siano, vestiti di nero o cn magliette rosa porcellino...

...questa è la nostra vita...si sta male...si sta bene..si cade - troppo spesso - ...ci si rialza...si riparte dal via e ricominciamo a sguizzarci meste e/o felici...perchè questa è la nostra vita...e nn uno squallido uomo dal ciuffo biondo, che di sbieco ti guarda (e di certo nn è il prode Odisseo) e msg in rima ti manda, che appellandosi a te invoca "Disonesta!". Lui nn fa parte di questo canovaccio. E lui lo sa. E tu lo sai.

Quindi sorridi mia bella pupetta e ricorda...come sempre...come sempre passerà...

Notte..tevebe...

così profumoDcocco ha sussurrato alle 22:37, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (3)
categorie: desktop della retina

Il desktop della retina.

Roma, il sabato e la domenica più caldi dell'anno. Un bacio furtivo, dopo molto tempo. La corsa in un portone, i miei sandali che scivolano mentre Lui mi trascina verso l'ascensore. Ed io urlo e rido e resisto per scherzo e grido felice. Minuti di baci e di occhi negli occhi e poi scappiamo. Due ladri verso due mete distinte.

Il pensiero nella testa tutto il pomeriggio. Tutta la sera. Anche seduta a cena col mio Guaio; mentre rifaccio il suo letto dopo abbracci che m'hanno vista distratta, la mente a volare alta sui Prati romani. Quando mi propone di fare un giro a piedi fino alle mura vaticane a prendere il gelato. Quando all'improvviso sulla circonvallazione Trionfale uno urla "Campioni del mondooo" e scoppiamo a ridere. Quando guardiamo un film prima di addormentarci ed io lo abbraccio e chiudo gli occhi con lui.

E'il desktop della retina, come sottolineato poche ore prima dalla Tempesta. L'immagine che ti resta negli occhi mentre continui a vivere come al solito.

Quando San Pietro mi risveglia e faccio la doccia e gli preparo la colazione e gli do un bacio e dico che vado. Quando prendo l'autobus, accendo il cellulare e trovo già il messaggio che chiede: "A che ora sei a casa?".

E a casa lenzuola fresche coi riflessi del mare, un mucchio di cubetti di ghiaccio verdi e rosa, bacardi lime e pompelmo. Un abito rosso nelle ore più calde.

Il citofono che suona.

Buon pomeriggio, madame. Ben arrivato, monsieur.Foto00111

così norwegianwood ha sussurrato alle 19:12, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: madame et monsieur, desktop della retina, guario

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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