C'è chi nondormoehogliocchiapertiperte,
chi da' il ramato sulle fasce di rispetto,
chi ha solo un indice ed un titolo,
chi è sull'orlo del pianto per un PR registrato male.
C'è chi ha fare principesco e chi è Sue Ellen.
Chi chiede a mezzanotte gli orari dei treni che lo porteranno da te
e chi si rende conto di non avere un paio di scarpe all'infuori dei sandali e di quelle da cantiere.
E poi chi s'imbatte in inaspettate voglie d'argento su una qualunque pagina Internet
e sente cosa vuol dire che quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore.
C'è chi aspetta che il vento della Tunisia riporti l'amore appena assaggiato e già pieno di sapore.
E chi sta per andare a dormire nell'aria che profuma di pioggia e di sogni sospesi.
Fanciulle,
al concerto non ci andiamo più e non mi dispiace. (Dammirettacheèmeglio,così).
"Tu sei una ragazza atipica ed ho paura che una come te non mi ricapiti più". Atipica. Non lo so mica se è un complimento. O forse sì. Comunque diciamo che non m'interessa.
E adesso studio che la mia coscienza ha latitato troppo negli ultimi mesi. Ed ho una coda di paglia che non se ne ha un'idea.
Pensieri Mentre tutto scorre
Io: Cius, me lo trovi tu un fidanzato?
Cius: Sìssì...
Stamattina mi manca Ester. La casa a piazza Vittorio, il soppalco che scricchiolava, il tavolo troppo piccolo per starci in due con i nostri pensieri. Le cene indiane ed io sopraffatta dall'orgasmo del palato.. che mi addormento a piombo mentre lei si prepara ad uscire ed io aspetto l'ennesimo via libera. Non so perché di tanta vita assieme oggi mi manchi questo piccolo frammento, infinitesimale rispetto al resto.
Stasera forse vado con Taba da Mario. Una volta lui ha detto che m'avrebbe regalato questa. Magari glielo ricordo. Se non mi fa volare di testa giù dal Gargano appena mi vede, evenienza alquanto probabile.

Il desktop della retina.
Roma, il sabato e la domenica più caldi dell'anno. Un bacio furtivo, dopo molto tempo. La corsa in un portone, i miei sandali che scivolano mentre Lui mi trascina verso l'ascensore. Ed io urlo e rido e resisto per scherzo e grido felice. Minuti di baci e di occhi negli occhi e poi scappiamo. Due ladri verso due mete distinte.
Il pensiero nella testa tutto il pomeriggio. Tutta la sera. Anche seduta a cena col mio Guaio; mentre rifaccio il suo letto dopo abbracci che m'hanno vista distratta, la mente a volare alta sui Prati romani. Quando mi propone di fare un giro a piedi fino alle mura vaticane a prendere il gelato. Quando all'improvviso sulla circonvallazione Trionfale uno urla "Campioni del mondooo" e scoppiamo a ridere. Quando guardiamo un film prima di addormentarci ed io lo abbraccio e chiudo gli occhi con lui.
E'il desktop della retina, come sottolineato poche ore prima dalla Tempesta. L'immagine che ti resta negli occhi mentre continui a vivere come al solito.
Quando San Pietro mi risveglia e faccio la doccia e gli preparo la colazione e gli do un bacio e dico che vado. Quando prendo l'autobus, accendo il cellulare e trovo già il messaggio che chiede: "A che ora sei a casa?".
E a casa lenzuola fresche coi riflessi del mare, un mucchio di cubetti di ghiaccio verdi e rosa, bacardi lime e pompelmo. Un abito rosso nelle ore più calde.
Il citofono che suona.
Buon pomeriggio, madame. Ben arrivato, monsieur.
Paradossi
"Chissà che fine ha fatto, sono 2 giorni che è sparito"
(3 secondi dopo, giuro)
Bip! Sms.
“Mi manchi. Torna presto.”
Ok.
Stai a vedere che alla terza estate fa sul serio.
E questa volta io non sono concentrata su di lui.
Notte di San Giovanni, pare che in queste ore s’intreccino trame, desideri e destini degli amanti.. pensieri per chi vorremmo ci amasse, tranelli all’insaputa di chi vorremmo ipnotizzare e condurre ai bordi del nostro letto, mascìe e sortilegi che spingano nelle nostre braccia il nuovo capriccio del nostro ventre.
Per me no, grazie.
Streghe e streghette, lasciatemi tranquilla stanotte.
Qui nella terra dove finisce la terra e tutto il resto del mondo si confonde alle mie spalle; qui dov’è più facile perdere il tempo quando il mare arrossisce ed è ora di tornare a casa.
Cherie, cherie..
Serata bellissima con Dolores e Taba, felici di piangere dal ridere e felici di nulla.. di una foto tirata fuori al momento giusto, di un sms dolce che mi arriva dal mio sedicente 'fidanzato' (che, mio Dio, se sapesse...) al quale dovrei - secondo Taba - rispondere chiedendo di fareperfavoregliauguri al suo amico.. felici di cantare canzoni assurde di un millennio fa (e le sappiamo tutte, quello è il problema), di un gabinetto che fa i gargarismi (è Primavera pure per lui), di campane che a mezzanotte suonano, di un pezzo nuovo che si chiama Ena andi e stai sicura che ce lo porteremo appresso - e addosso - a lungo..
Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente
Francesco De Gregori - Calypsos, Cardiologia
Come sempre, ritornano...
E'sera ma c'è ancora Strade di Francia nell'aria. Il girasole del balcone di fronte, tutto rannicchiato su se stesso, vibra nel vento: il tempo è cambiato di nuovo. Stamattina t-shirt ed occhiali da sole , stasera maglione e foulard caldo caldo. Il tempo cambia rapido come i pensieri, come le situazioni.. chi se l'immaginava che da un sms inviato per passare la serata si sarebbe arrivati al totale capovolgimento del fronte di guerra? Potere delle parole.. mi ha instillato un dubbio, presto fiorito in curiosità.
Ma avevo bisogno di pensare, di fare chiarezza; di fare tabula rasa prima di accettare o rifiutare l'invito.. e già di per sé accettare avrebbe significato dare di nuovo il la alla sit-com, Il Gigante e la Bambina, reprise. Che fare? Nel giro di una settimana attuare con Lui (quello finora vissuto, capelli d'argento, dita lunghe e faccia da schiaffi) la strategia "appìccicati, così scappa" e "mollalo via sms con sprezzo ed espressione incazzata" per esser sicura che sparisse. Perché l'unico modo per evitare che un uomo ti ricontatti è fargli credere d'essere innamorata di lui o sulla strada per esserlo: garantito al limone che non lo vedi più. Come da copione, Lui si eclissa.. salutando come il Principe che s'allontana da Cenerentola innamorata. Perfetto. Ora posso pensare: non ci saranno altre telefonate o messaggi sornioni per cui trasalire. Peccato. Perché Lui mi pigliava da morire. A parte che lo vedevo bello, pure nella sua imperfezione.. ma mi piaceva proprio di testa. Dice, e scrive, delle cose che mi fanno morire. E fa delle cose.. la prima volta che m'ha baciato mi sembrava d'avere 12 anni e che fosse il primo bacio in assoluto. Magnifico. Ma necesse est.
E di pensare m'illudevo. Di riflettere, di fare chiarezza. Proprio mentre percorro l'Ardeatina in una domenica pomeriggio di lavoro. E'qualche giorno che scampo al fuoco incrociato dei suoi messaggi, dei messaggi di questo Guaio. Tanti. Spiazzanti. Ma resisto, figuriamoci.. lo conosco così bene. Spesso replico menandola in caciara, molto più spesso non rispondo. Ma a metà giornata l'idea di rivivere il tardopomeriggio della domenica con lui s'insinua strafottente e giuda nella testa. Una vita che non ci vediamo. Lui che insiste. Lui che alle 6 finisce. Io tra epigrafi e metrelle che mi rendo conto che ci sto pensando un pò di più. Lui che mi chiama. Io che nicchio, che faccio la difficile. Lui che propone un compromesso. Io che alla fine accetto ridendo. E mi rendo conto che quel giorno sono 3 anni esatti che siamo usciti assieme la prima volta. Noi che ci incontriamo e a pochi isolati da lì il Cupolone arrossisce. Ancora, di nuovo, come tanti altri pomeriggi, mille altre sere scivolate nella notte ed illuminate dal mattino. Come se non fosse accaduto nulla, come se non avessimo mai smesso. Perché "le affinità come la nostra non cambiano col tempo". Mah.
E poi sparisco, con la pelle che brucia di baci.
Ed ora son giorni che ho il telefono intasato dai messaggi.
E meno male che dovevo pensare.
DIARIO DEL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA
Avrei voluto dormire, approfittando dell'influenza. E invece, come sempre capita quando si potrebbe oziare, il mio orologio biologico si è ridestato alle 7e30. Bene.
Giro di qua, giro di là... leggo la posta e solite storie. Mattina tranquilla. Telefonate ad amiche, auguri di buona Primavera al mio Vins, distanza di sicurezza dai libri. Mi sono persa l'oroscopo di Paolo Fox, porcamiseria.
I miei capelli hanno ormai vita propria. Ed hanno deciso di somigliare ad un carciofo. Urge intervento drastico. Alla mia amata pettineuse il compito di giungere e sistemare il casino. Facendo assoluta attenzione all'adoratissimo primo capello argentato che timido è finalmente spuntato sulla mia testa. Colpa di Lui. Ora più che mai. Colloquio con la pettineuse che mi chiede di darle un quadro rapido ed esaustivo della situazione politica italiana.. praticamente un'indicazione di voto. E poi dicono che sotto il casco non si fa cultura...
Fine pomeriggio davanti al pc a scrivere e a complottare con Tisini, mentre invece Cius non vuol più saperne di personaggi strani; nonché a farmi tentare da Nuzil: tanto tuonò e tanto piovve che (un pò per gioco, un pò perché lontana dai problemi non ci so stare) il motivo di divertimento della serata è stato l'invio di sms riallacciante rapporti con Guaio, altrimenti detto l'Uomo più furbo del mondo.
E mentre i miei occhi godevano della vista di Cesare Cremonini (ah... avessi 15 anni e un pò di capa fresca da mandargli un'email...) lo sventurato, inopinatamente, rispose. Proponendo incontro, per giunta. E la sventurata, come sempre dopo aver provocato, non rispose. E ripiombò nel pensiero di Lui e dei suoi capelli argentati.
Buonanotte, in qualunque angolo tu sia...
