lunedì, 16 ottobre 2006

Parola di Taba.

Mentre Mamasind si emoziona perché in un film tv ha visto una sedia identica ad una che ha lei (…), ritrovo tra le scartoffie del Pergamonaltar, della Gigantomachia e del fregio di Telefo (mancano i Cavalieri dello Zodiaco e poi ci sono tutti) le sagge parole trasmessemi telefonicamente da Taba ieri.
 
Promulgo urbi et orbi i sacri verbi.
 
 
Dal libro di Taba, Salmi 1-3.
 
Commentando le recenti vicende:
Madò, ma grazie che ha beccato te… in minz a tand bruttazz’!
 
Parlando di Mario:
Te l’ho sempre detto che è uno che se casca, casca per sempre.
Solo che questo se casca, alto com’è, si fa male di brutto e non si ripiglia”.
 
Citando tale Marina, a me ignota, ma che salutiamo con affetto e trasporto:
Quand ié brutt’ a iess bell’…
 
 
Ite, missa est.
 
Buonasssera.
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categorie: witches, la triade capitolina, guario, taba atque tempesta, quando dico cazzate lo ammetto
domenica, 24 settembre 2006

22 settembre

Hai insistito tanto. Giorni, settimane. Mi hai sorpresa, sfidata, convinta.
La corsa dopo il cantiere.
La doccia iper rapida. Che cosa mi metto?
Lo scambio di sms sempre più fitto.
Sono le 22e10 ed il tuo treno è qui.
 
Ti vedo e mi fa strano, ma mi emoziono: sei sempre tu.
Un giro a piedi nell’aria calda che sa ancora d’estate.
Il mio portone che è un museo.
La soffitta di Anna dai capelli rossi.
L’abbraccio.
Le tue mani. I tuoi ricci.
 
Il mio letto arancione.
Nietszche, l’Eterno ritorno.
Tu parli e ridi e mi culli con la voce.
Il mio Ipod. Un auricolare tu, uno io.
Distesi, ti abbraccio e tu scegli i pezzi.
Lamu.
Oscar Peterson.
Enrico Sognato.
Vinicio, Ovunque proteggi.
(E tutto mi sarei aspettata, fuorché d’ascoltarla abbracciata a te).
Norwegian Wood, perché tutto ha un senso.
Pino Marino.
Tropical tribute to the Beatles.
Ferruccio&Petra.
Bungaro, Guardastelle. Bellissima.
E mille, mille altre.
 
Il sonno sereno.
La mia candela accesa.
Il risveglio di luce.
 
Cucinare mentre il sabato mattina diventa pomeriggio.
Senza fretta.
Gnocchetti alla Cius, percoche, la birra Raffo che ti fa morir dal ridere.
Tu che leggi il mio Vanity Fair e mi spieghi lo scandalo Telecom.
Io che non cucinavo per qualcuno, per scelta, da una vita.
Tutti i miei cattivi pensieri, i traumi, le nuvole che spariscono
con un colpo di spugna, con il tuo sorriso.
I miei piatti bianchi, quadrati.
 
Tu che vuoi sapere Lui chi è stato.
Io non voglio dirtelo.
E poi, per caso, parli al telefono e pronunci proprio il suo nome.
 
E camminare sul mio terrazzo, nell’odore di mare, ti riempie gli occhi di cielo.
La Feltrinelli, girare tra gli scaffali e scegliere mille libri da portare con te,
più un regalo per me: Il cacciatore di aquiloni.
Rendersi conto che ogni più piccolo sogno sperato, pensato, legato alle stelle cadenti
negli ultimi tre anni si avvera pian piano.
La pariglia, il fortino, il lungomare. A piccoli passi nei vicoli, a bere l’acqua alla fontana della piazza. E giocare a trovare tutti i cantanti che cominciano con la lettera M. O la N, o la F. Tanto vinci sempre tu, con punteggi tennistici.
 
E lasciarti al lavoro. Un bacio, a dopo.
 
La sera di luci colorate, della festa in piazza.
La mia camicia bordeaux e il tuo maglione nero.
Il sindaco matto del paese.
La notte di note.
Tu che scavalchi le transenne e mi porgi l’uva.
Le sgallettate che si avvicinano ed io nutro istinti omicidi.
La pizza sulle scale con gli altri tra le risate.
Ed arriva l’una.
Mi abbracci, mi baci una volta di più.
E vai via.
 
A casa il tuo odore sul mio cuscino.
 
Ancora, ti voglio bene.
Ma nulla di più.
 
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categorie: note di notte, guario, felicitas
venerdì, 15 settembre 2006

C'è chi nondormoehogliocchiapertiperte,

chi da' il ramato sulle fasce di rispetto,

chi ha solo un indice ed un titolo,

chi è sull'orlo del pianto per un PR registrato male.

C'è chi ha fare principesco e chi è Sue Ellen.

Chi chiede a mezzanotte gli orari dei treni che lo porteranno da te

e chi si rende conto di non avere un paio di scarpe all'infuori dei sandali e di quelle da cantiere.

E poi chi s'imbatte in inaspettate voglie d'argento su una qualunque pagina Internet

e sente cosa vuol dire che quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore.

C'è chi aspetta che il vento della Tunisia riporti l'amore appena assaggiato e già pieno di sapore.

E chi sta per andare a dormire nell'aria che profuma di pioggia e di sogni sospesi.

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categorie: madame et monsieur, cius, guario, taba atque tempesta
giovedì, 31 agosto 2006

Fanciulle,

al concerto non ci andiamo più e non mi dispiace. (Dammirettacheèmeglio,così).

"Tu sei una ragazza atipica ed ho paura che una come te non mi ricapiti più". Atipica. Non lo so mica se è un complimento. O forse sì. Comunque diciamo che non m'interessa.

E adesso studio che la mia coscienza ha latitato troppo negli ultimi mesi. Ed ho una coda di paglia che non se ne ha un'idea.

 

Pensieri Mentre tutto scorre

Io: Cius, me lo trovi tu un fidanzato?

Cius: Sìssì...

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categorie: delirio di onnipotenza, note di notte, guario, taba atque tempesta

Stamattina mi manca Ester. La casa a piazza Vittorio, il soppalco che scricchiolava, il tavolo troppo piccolo per starci in due con i nostri pensieri. Le cene indiane ed io sopraffatta dall'orgasmo del palato.. che mi addormento a piombo mentre lei si prepara ad uscire ed io aspetto l'ennesimo via libera. Non so perché di tanta vita assieme oggi mi manchi questo piccolo frammento, infinitesimale rispetto al resto.

Stasera forse vado con Taba da Mario. Una volta lui ha detto che m'avrebbe regalato questa. Magari glielo ricordo. Se non mi fa volare di testa giù dal Gargano appena mi vede, evenienza alquanto probabile.

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domenica, 23 luglio 2006

Il desktop della retina.

Roma, il sabato e la domenica più caldi dell'anno. Un bacio furtivo, dopo molto tempo. La corsa in un portone, i miei sandali che scivolano mentre Lui mi trascina verso l'ascensore. Ed io urlo e rido e resisto per scherzo e grido felice. Minuti di baci e di occhi negli occhi e poi scappiamo. Due ladri verso due mete distinte.

Il pensiero nella testa tutto il pomeriggio. Tutta la sera. Anche seduta a cena col mio Guaio; mentre rifaccio il suo letto dopo abbracci che m'hanno vista distratta, la mente a volare alta sui Prati romani. Quando mi propone di fare un giro a piedi fino alle mura vaticane a prendere il gelato. Quando all'improvviso sulla circonvallazione Trionfale uno urla "Campioni del mondooo" e scoppiamo a ridere. Quando guardiamo un film prima di addormentarci ed io lo abbraccio e chiudo gli occhi con lui.

E'il desktop della retina, come sottolineato poche ore prima dalla Tempesta. L'immagine che ti resta negli occhi mentre continui a vivere come al solito.

Quando San Pietro mi risveglia e faccio la doccia e gli preparo la colazione e gli do un bacio e dico che vado. Quando prendo l'autobus, accendo il cellulare e trovo già il messaggio che chiede: "A che ora sei a casa?".

E a casa lenzuola fresche coi riflessi del mare, un mucchio di cubetti di ghiaccio verdi e rosa, bacardi lime e pompelmo. Un abito rosso nelle ore più calde.

Il citofono che suona.

Buon pomeriggio, madame. Ben arrivato, monsieur.Foto00111

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categorie: madame et monsieur, desktop della retina, guario
venerdì, 23 giugno 2006

Paradossi

"Chissà che fine ha fatto, sono 2 giorni che è sparito"

(3 secondi dopo, giuro)

Bip! Sms.

Mi manchi. Torna presto.

 

Ok.

Stai a vedere che alla terza estate fa sul serio.

E questa volta io non sono concentrata su di lui.

 

Notte di San Giovanni, pare che in queste ore s’intreccino trame, desideri e destini degli amanti.. pensieri per chi vorremmo ci amasse, tranelli all’insaputa di chi vorremmo ipnotizzare e condurre ai bordi del nostro letto, mascìe e sortilegi che spingano nelle nostre braccia il nuovo capriccio del nostro ventre.

Ausate San Giuanni e nù durmire, cà sta besciu tre nuegghie caminare: una de aqua, una de ientu, una de triste e male tiempu. A mare a mare, a core a core, addò nu canta jaddru, addò no luce luna, addò non cede nuddra creatura...

Per me no, grazie.

Streghe e streghette, lasciatemi tranquilla stanotte.

Qui nella terra dove finisce la terra e tutto il resto del mondo si confonde alle mie spalle; qui dov’è più facile perdere il tempo quando il mare arrossisce ed è ora di tornare a casa.

 

 

Cherie, cherie..

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categorie: madame et monsieur, guario
sabato, 15 aprile 2006

Serata bellissima con Dolores e Taba, felici di piangere dal ridere e felici di nulla.. di una foto tirata fuori al momento giusto, di un sms dolce che mi arriva dal mio sedicente 'fidanzato' (che, mio Dio, se sapesse...) al quale dovrei - secondo Taba - rispondere chiedendo di fareperfavoregliauguri al suo amico.. felici di cantare canzoni assurde di un millennio fa (e le sappiamo tutte, quello è il problema), di un gabinetto che fa i gargarismi (è Primavera pure per lui), di campane che a mezzanotte suonano, di un pezzo nuovo che si chiama Ena andi e stai sicura che ce lo porteremo appresso - e addosso - a lungo..

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente

Francesco De Gregori - Calypsos, Cardiologia

 



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categorie: note di notte, guario
venerdì, 07 aprile 2006

Come sempre, ritornano...

E'sera ma c'è ancora Strade di Francia nell'aria. Il girasole del balcone di fronte, tutto rannicchiato su se stesso, vibra nel vento: il tempo è cambiato di nuovo. Stamattina t-shirt ed occhiali da sole , stasera maglione e foulard caldo caldo. Il tempo cambia rapido come i pensieri, come le situazioni.. chi se l'immaginava che da un sms inviato per passare la serata si sarebbe arrivati al totale capovolgimento del fronte di guerra? Potere delle parole.. mi ha instillato un dubbio, presto fiorito in curiosità.

Ma avevo bisogno di pensare, di fare chiarezza; di fare tabula rasa prima di accettare o rifiutare l'invito.. e già di per sé accettare avrebbe significato dare di nuovo il la  alla sit-com,  Il Gigante e la Bambina, reprise. Che fare? Nel giro di una settimana attuare con Lui (quello finora vissuto, capelli d'argento, dita lunghe e faccia da schiaffi) la strategia "appìccicati, così scappa" e "mollalo via sms con sprezzo ed espressione incazzata" per esser sicura che sparisse. Perché l'unico modo per evitare che un uomo ti ricontatti è fargli credere d'essere innamorata di lui o sulla strada per esserlo: garantito al limone che non lo vedi più. Come da copione, Lui si eclissa.. salutando come il Principe che s'allontana da Cenerentola innamorata. Perfetto. Ora posso pensare: non ci saranno altre telefonate o messaggi sornioni per cui trasalire. Peccato. Perché Lui mi pigliava da morire. A parte che lo vedevo bello,  pure nella sua imperfezione.. ma mi piaceva proprio di testa. Dice, e scrive, delle cose che mi fanno morire. E fa delle cose.. la prima volta che m'ha baciato mi sembrava d'avere 12 anni e che fosse il primo bacio in assoluto. Magnifico. Ma necesse est

E di pensare m'illudevo. Di riflettere, di fare chiarezza. Proprio mentre percorro l'Ardeatina in una domenica pomeriggio di lavoro. E'qualche giorno che scampo al fuoco incrociato dei suoi messaggi, dei messaggi di questo Guaio. Tanti. Spiazzanti. Ma resisto, figuriamoci.. lo conosco così bene. Spesso replico menandola in caciara, molto più spesso non rispondo. Ma a metà giornata l'idea di rivivere il tardopomeriggio della domenica con lui s'insinua strafottente e giuda nella testa. Una vita che non ci vediamo. Lui che insiste. Lui che alle 6 finisce. Io tra epigrafi e metrelle che mi rendo conto che ci sto pensando un pò di più. Lui che mi chiama. Io che nicchio, che faccio la difficile. Lui che propone un compromesso. Io che alla fine accetto ridendo. E mi rendo conto che quel giorno sono 3 anni esatti che siamo usciti assieme la prima volta. Noi che ci incontriamo e a pochi isolati da lì il Cupolone  arrossisce. Ancora, di nuovo, come tanti altri pomeriggi, mille altre sere scivolate nella notte ed illuminate dal mattino. Come se non fosse accaduto nulla, come se non avessimo mai smesso. Perché "le affinità come la nostra non cambiano col tempo". Mah.

E poi sparisco, con la pelle che brucia di baci.

Ed ora son giorni che ho il telefono intasato dai messaggi.

E meno male che dovevo pensare.

così norwegianwood ha sussurrato alle 21:48, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti
categorie: delirio di onnipotenza, madame et monsieur, guario
martedì, 21 marzo 2006

DIARIO DEL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

Avrei voluto dormire, approfittando dell'influenza. E invece, come sempre capita quando si potrebbe oziare, il mio orologio biologico si è ridestato alle 7e30. Bene.

Giro di qua, giro di là... leggo la posta e solite storie. Mattina tranquilla. Telefonate ad amiche, auguri di buona Primavera al mio Vins, distanza di sicurezza dai libri. Mi sono persa l'oroscopo di Paolo Fox, porcamiseria.

I miei capelli hanno ormai vita propria. Ed hanno deciso di somigliare ad un carciofo. Urge intervento drastico. Alla mia amata pettineuse il compito di giungere e sistemare il casino. Facendo assoluta attenzione all'adoratissimo primo capello argentato che timido è finalmente spuntato sulla mia testa. Colpa di Lui. Ora più che mai. Colloquio con la pettineuse che mi chiede di darle un quadro rapido ed esaustivo della situazione politica italiana.. praticamente un'indicazione di voto. E poi dicono che sotto il casco non si fa cultura...

Fine pomeriggio davanti al pc a scrivere e a complottare con Tisini, mentre invece Cius non vuol più saperne di personaggi strani; nonché a farmi tentare da Nuzil: tanto tuonò e tanto piovve che (un pò per gioco, un pò perché lontana dai problemi non ci so stare) il motivo di divertimento della serata è stato l'invio di sms riallacciante rapporti con Guaio, altrimenti detto l'Uomo più furbo del mondo.

E mentre i miei occhi godevano della vista di Cesare Cremonini (ah... avessi 15 anni e un pò di capa fresca da mandargli un'email...) lo sventurato, inopinatamente, rispose. Proponendo incontro, per giunta. E la sventurata, come sempre dopo aver provocato, non rispose. E ripiombò nel pensiero di Lui e dei suoi capelli argentati.

Buonanotte, in qualunque angolo tu sia...

mon amour

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categorie: madame et monsieur, guario

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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