giovedì, 12 aprile 2007

Pupa lei

Io odio i gatti.
 
Da piccola ne ho desiderato tanto uno rosso, come quello della pubblicità.. quello che mangiava i bocconcini e poi una voce diceva ‘Dopo mamma gatta.. c’è Kit e Kat’ e lui sorrideva. Che meraviglia.
Poi ho avuto uno scontro armato con un persiano. Una mia amichetta deficiente l’aveva chiuso in uno scatolone e, quando sono accorsa a salvarlo, il felino idiota non ha avuto nulla di meglio da fare che darmi un pugno in un occhio. Senza artigli, per fortuna.. sennò stavo qui a scrivere di una girl with monoscope eye. Ma che mi lasciò un bell’occhio nero bluastro che spingeva, ovviamente, i ‘grandi’ a chiedermi cosa mi fosse accaduto. E a spisciarsi dal ridere, increduli, quando lo raccontavo.
La ricerca della casa editrice, come vedi, parte da lontano.
 
Col tempo è arrivato a casa un cane.. e piano piano ho imparato a conoscerne i comportamenti, le voci diverse nel suo abbaiare, il modo in cui mi chiedeva di uscire o quello in cui guardava me e il mio ghiacciolo, concupiscente. Quanti ghiaccioli le ho dato… 14 anni di menta, amarena e limone. Metà a me, metà a lei. La menta tutta a lei, in verità.
E poi ho imparato a diffidare di chi trovavo esageratamente simile a me: il gatto, per l’appunto. Nei modi, nel carattere. Persino nella posizione del corpo nel sonno.
Non capisco il loro modo di comunicare: quando scodinzoli sei felice? E allora perché mi soffi contro? E a prenderli in braccio non son capace.. proprio come con i bambini.
Cioé.. vorrei esserne così capace da snervarmi nell’accorgermi che non lo sono.
 
         E all’improvviso è arrivata lei. Nel giorno giusto, con modalità da casa editrice.
Di notte, pensava che fossi io a proteggerla. Invece è stata lei a scacciar via i pensieri da me. Non so come finirà e se resterà con me.. ma vederla giocare con le mie unghie, accucciarsi addosso a me e sentire il solletico del suo pelo sulle braccia fresche di mezze maniche è, oggi, la cosa più bella.

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categorie: il senso della vita
domenica, 18 marzo 2007

Io

A lungo sono riuscita, a stento, a tenermi a galla.
Ora nuoto.
 
Lo dicevo, stamattina, ad un amico che non sentivo da molto.
Un amico che avevo fatto avvicinare più di altri, che quasi c’era riuscito a cambiare la sua definizione nel mio orizzonte. E poi.. una notte di pioggia in una piazza appena inaugurata ha cambiato di nuovo tutto.
Spontaneo il mio pensiero, e semplice, nel tentativo di riassumere un paio di mesi. Solo un paio, ma densissimi.
Mica so dov’è che vado a parare. Il desiderio di fare finalmente progetti più o meno lungimiranti, la necessità d'immaginarsi la vita quasi di giorno in giorno. Di mercoledì notte in mercoledì notte. Ma va bene.
E anche se la cattedrale della famiglia mi sta crollando addosso, con la sua polvere, le voragini che si aprono ad ogni passo e le parole terribili che volano da una navata all’altra, sento che il momento nero nerissimo è passato.. che in fondo sono io, anzi.. sono di nuovo com’ero.
E voglio ancora, per me, il giallo ed il rosso più accesi.
Reagire con un sorriso, non lasciare che le parole mi muoiano in gola.
Voglio ancora svegliarmi con lui, sì lo voglio, addosso a lui.. che ancora dormiamo e già ci cerchiamo.
E poi sentire che si alza, che scende le scale.. pensare ad ogni passo scricchiolante Ora casca, ora casca.. e ridere felice con la faccia nel cuscino.. e all’improvviso la luce e la musica inondano la casa. E lui da giù mi guarda coi capelli sugli occhi ed io faccio ciaociao con la mano. Una volta sola ancora o forse mille: l'importante sarà aver bevuto quella felicità.
Senza nascondermi dal sole della Primavera a venire.. voglio scarpe rosse, di vernice, che rendano più allegri i miei passi. Abiti leggeri e sandali piccoli ed alti per entrare nei suoi occhi. Acqua di mare e posti mai visti. Nuovi tramonti dall'alto della cisterna romana alla Caffarella, e lucciole sulla strada del ritorno.
Mettere in un cassetto i libri e le fotocopie e provare a vivere senza la loro anestesia. Sentire anche di giorno il dolore del vuoto, il profondo taglio della solitudine. Sputarne il veleno.
 
E ricominciare daccapo.
 
 
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categorie: il senso della vita, felicitas sperata, monica kitty
venerdì, 16 marzo 2007

Masma

Appoggiati ad un muretto a secco, guardiamo un’ape che svolazza sui piccoli fiori gialli egnatini.
 
Io: Chissà come fa a sapere quale scegliere, su quale posarsi...
Masmo: Sono i fiori che si fanno scegliere.
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categorie: il senso della vita
lunedì, 19 febbraio 2007

Che alle porte della notte il giorno prima o poi debba bloccarsi è un concetto che ho fatto mio da tempo. Un desiderio appena sussurrato che ha acquistato, giorno dopo giorno, la forza della certezza. Da baco di speranza è lentamente mutato in farfalla di convinzione, che crede nella Primavera.
E il primo che mi commenta che la farfalla presto o tardi muore piglia mazzate. Censura preventiva, buonasssera.
E in questi giorni ascolto tanto, ma tantotanto La donna cannone, versione premiata ditta Angelini-D’Erasmo. Bello il violino, forse anche utile. Essì.
Vedi, noi leghiamo tanto la musica alle persone, alle situazioni.. a volte, mi rendo conto, senza sapere il perché. Faccio per dire, Lontano lontano per me è indissolubilmente legata a Fausto: non l’ho mai ascoltata con lui, la conoscevo fin da piccola e l’ho amata anche senza esser mai stata innamorata.
Poi ho conosciuto ed amato lui pensando, anche nei giorni più felici, che in quell’ E lontano lontano nel mondo una sera sarai con un altro e ad un tratto chissà come e perché ti troverai a parlargli di me, di un amore ormai troppo lontano ci fossimo noi. Che ci saremmo stati noi.
Così solo ora, benché l’abbia assorbita per osmosi tanti anni fa, La donna cannone assume dei contorni ben definiti. Morbidi, di belle labbra e mani nervose. Di capelli mai a posto ed occhi non felici, ma ansiosi d’esserlo.
così norwegianwood ha sussurrato alle 12:16, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: il senso della vita, note di notte, te e me
domenica, 18 febbraio 2007

:)

Una delle tante mattine a San Giovanni, scivolare fuori dalle coperte cercando di non svegliare, sottraendomi all'abbraccio, chi ancora è avvolto dal sonno; il soppalco che di là scricchiola, suggerendo altri risvegli. La luce inonda di nuovo la casa anche se fuori piove incredibilmente, di nuovo grida e risate e bombe al cioccolato calde.
Scegli un cd!”, il tormentone. Ne tiro su uno qualsiasi, d’anonimo contenuto masterizzato e altrettanto sconosciuto masterizzatore.. solo un’indicazione nera, lucida, tratteggiata rapida sullo specchio: ‘Senti qua!
In un attimo No surprises nell’aria, una versione mai sentita e di cui nessuno è riuscito a capire la provenienza. Ma bella. Bella tanto.
         M'avvolgo nello scialle, appoggiando i gomiti al marmo bianco del davanzale.. guardo verso le mura, vicinissime. L’aria è fredda, piccole gocce di tanto in tanto mi toccano la guancia destra. Serenamente sorrido, mentre in soggiorno, alle mie spalle, accade di tutto.
 
Abolisco le ombre e riparto da un ricordo, perché ogni giorno sia pieno di gioia.

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categorie: il senso della vita, felicitas sperata
domenica, 14 gennaio 2007

Mia nonna ha quasi cent’anni.
Dice d’aver ostinatamente
resistito ai giorni
alla stanchezza, ai pomeriggi che non passano mai
per vedere il giorno della mia laurea.
A chi le dice: “Melì, ora aspettiamo il suo matrimonio!”
risponde, gentilmente realista:
Figlia mia, per i miracoli non sono attrezzata”.
così norwegianwood ha sussurrato alle 20:18, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti
categorie: il senso della vita, sto cercando la casa editrice
domenica, 17 dicembre 2006

 
Un bagno caldo caldo appena sveglia,
m’impupattolo di crema leggera
e faccio colazione col panettone al Bacio.
I lupi dormono. E notteailupi, notteailupi, notteailupi.
Piove. Ed è tutto nella norma, dunque.
Gli squilibri ormonali mensili sono prematuramente passati (AveMariagratiaplenaDominustecum…).
E la domenica si trascorrerà a sciuparsi gli occhi su Photoshop,
ché il capo, appena percepiti i sentori della festa del lunedì,
ha piazzato la riunione ore 14-notte fonda
per andarmi in quel posto.
Ma chi resterà a piangere e sospirare sui libri
domani non sarò io.
Taba e Tempesta mobilitate,
anche se ancora non si sa queste diavolo di candeline
se ci saranno, o no e dove.
Senza scordare domattina l’inaugurazione
di questa mostra che m’ha accompagnata passo passo
per tutto l’anno.
Quando sorridevo sotto la pioggia
quando non mi reggevo in piedi d’estate
quando il silenzio mi ha ucciso
quando sono tornata a sorridere,
in faccia ai maligni e ai superbi.
 
 
A strappare ancora la gioia
ai giorni futuri.
 
 
 
 
 
She's le femme fatale
(and she sings)
She's le femme fatale
(and she sings)
She sings...
Lou Reed
 
così norwegianwood ha sussurrato alle 13:39, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (2)
categorie: il senso della vita, delirio di onnipotenza, leggendo tra le righe
sabato, 16 dicembre 2006

C'è allegria in questi giorni, eh..

Decisamente

così norwegianwood ha sussurrato alle 15:56, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (8)
categorie: il senso della vita, felicitas
martedì, 31 ottobre 2006

Pochi attimi fa è nato Alessandro. E'questo il senso vero delle cose :)

così norwegianwood ha sussurrato alle 23:00, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (5)
categorie: il senso della vita, felicitas
mercoledì, 18 ottobre 2006

Polifonia

Me lo fate dire che oggi sono contenta?
E lo sussurro, piano piano... ché la tristezza ha il sonno leggero.
Quasi quanto il mio, quando mi hai dormito accanto.
Leggero, per non perdermi un secondo di te vicino a me.
Mentre il mattino arriva e ti stringo più forte
perché mi lasci ancora il tuo odore addosso,
perché dormendo tu senta che t'accarezzo.
 
"Alle porte della notte il giorno si bloccherà", diceva quello.
E magari non avrò più paura che arrivi la luce.
Forse, prima o poi, sarà così.
 
 
(Do, re, mi, fa, sol, la, sì..)
così norwegianwood ha sussurrato alle 16:33, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (9)
categorie: il senso della vita, madame et monsieur

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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