Un bagno caldo caldo appena sveglia,
m’impupattolo di crema leggera
e faccio colazione col panettone al Bacio.
I lupi dormono. E notteailupi, notteailupi, notteailupi.
Piove. Ed è tutto nella norma, dunque.
Gli squilibri ormonali mensili sono prematuramente passati (AveMariagratiaplenaDominustecum…).
E la domenica si trascorrerà a sciuparsi gli occhi su Photoshop,
ché il capo, appena percepiti i sentori della festa del lunedì,
ha piazzato la riunione ore 14-notte fonda
per andarmi in quel posto.
Ma chi resterà a piangere e sospirare sui libri
domani non sarò io.
Taba e Tempesta mobilitate,
anche se ancora non si sa queste diavolo di candeline
se ci saranno, o no e dove.
Senza scordare domattina l’inaugurazione
di questa mostra che m’ha accompagnata passo passo
per tutto l’anno.
Quando sorridevo sotto la pioggia
quando non mi reggevo in piedi d’estate
quando il silenzio mi ha ucciso
quando sono tornata a sorridere,
in faccia ai maligni e ai superbi.
A strappare ancora la gioia
ai giorni futuri.
She's le femme fatale
(and she sings)
She's le femme fatale
(and she sings)
She sings...
Lou Reed