sabato, 17 marzo 2007

;)

A paixão me pegou
Tentei escapar não consegui
Nas grades do meu coração
Sem querer eu te prendi

così norwegianwood ha sussurrato alle 23:02, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti
categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur
mercoledì, 14 marzo 2007

Porto un paio di calzettoni a fasce, di un mucchio di colori diversi. Sono molto lunghi, quasi quanto un paio di parigine, ed hanno la punta strana.. cioé, hanno uno spazio per ogni dito, come un guanto. E non ricordo assolutamente chi me le abbia regalate. Un regalo recente, ma davvero non riesco a ricordarmi di chi e mi dispiace.

 

Ho ripreso Pessoa.. senza averlo forse mai abbandonato: alcuni versi li frequento nella memoria ogni giorno, ché tanto assomigliano ai miei pensieri.

E Lisbona vorrei respirarla. Ci sono infiniti posti nel mondo che non conosco, che non ho visitato fino ad oggi.. ma Lisbona ha un altro senso. Quel retrogusto di fado che è la nota di fondo del mio essere.

E pensavo proprio in questi giorni a quegli infiniti posti. Alle città che ho realmente vissuto nella quotidianità.. nella spesa, nel pagare le bollette, nel viaggiare pigiata nel tram. Ma anche che avrei voluto vedere strade e palazzi e scorci diversi di cielo con la persona che amavo. E non è mai successo, per una serie infinita e crudele di motivi. Mi sembra d’aver congelato, sì, congelato è il termine esatto, la mia vita per tanto tempo.. in un’attesa di… che non s’è mai esaudita. Ho atteso, per anni, che certe cose cambiassero: una fiducia incrollabile e delusa in una felicità che, ne ero certa, col tempo sarebbe arrivata cancellando le ombre. Meravigliosamente amplificata da quelle ombre, ormai superate.

Non è un caso, ora credo, che, appena finito quell’amore, in capo a due giorni lui sia volato a Barcellona.

 E non è un caso che dopo anni ricompaia adesso, mentre cammino piano piano, con paura, su una strada che definire discontinua è un delirio d’ottimismo. Ma che mi fa felice tanto da lasciarmi senza parole.. e molto di più vorrei parlare e raccontare e raccontarmi, e poi l’emozione mi rincretinisce.

Tante cose, mi accorgo, m’influenzano ancora e mi spaventano, nell’abbracciare l’uomo che oggi riempie i miei occhi, mentre scivola piano nel sonno.

E’giusto portare il peso del fallimento di un amore, soprattutto quando si disegnava la propria vita assieme, presente e futura. Quando avevi un bassett-hound di nome Pigro e tua figlia già si chiamava Giulia e si lavava il viso con l’acqua fredda esclamando ‘Eccoci qua’, come il papà.

Un amore sciupato, giocato male, accartocciato, perfino ucciso ci resta nei gesti e nelle emozioni per sempre.

Non ho mai saputo quale fosse la mia, nel noto sistema delle due velocità: qualunque essa fosse, oggi è sensibilmente diminuita. La spavalderia e la forza caparbia hanno lasciato spazio al riaffiorare di paure che pensavo, speravo dimenticate. E vorrei che l’emozione della sua pelle sulla mia fosse più forte di tutto questo.

Ecco ciò che intendo quando dico che i giorni passati ad esser triste non me li darà indietro più nessuno: però mi sono serviti tutti, uno per uno, a capire che non voglio perdere altri sorrisi.

Voglio avere fiducia e tendere le labbra all’insù.

 

E semmai dovessi passare da queste parti, da questo diario lasciato aperto sul tavolo, come dici tu.. sì, questi pensieri sono proprio per te, monsieur.

 

 

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categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur, felicitas sperata, monica kitty
domenica, 17 dicembre 2006

 
Un bagno caldo caldo appena sveglia,
m’impupattolo di crema leggera
e faccio colazione col panettone al Bacio.
I lupi dormono. E notteailupi, notteailupi, notteailupi.
Piove. Ed è tutto nella norma, dunque.
Gli squilibri ormonali mensili sono prematuramente passati (AveMariagratiaplenaDominustecum…).
E la domenica si trascorrerà a sciuparsi gli occhi su Photoshop,
ché il capo, appena percepiti i sentori della festa del lunedì,
ha piazzato la riunione ore 14-notte fonda
per andarmi in quel posto.
Ma chi resterà a piangere e sospirare sui libri
domani non sarò io.
Taba e Tempesta mobilitate,
anche se ancora non si sa queste diavolo di candeline
se ci saranno, o no e dove.
Senza scordare domattina l’inaugurazione
di questa mostra che m’ha accompagnata passo passo
per tutto l’anno.
Quando sorridevo sotto la pioggia
quando non mi reggevo in piedi d’estate
quando il silenzio mi ha ucciso
quando sono tornata a sorridere,
in faccia ai maligni e ai superbi.
 
 
A strappare ancora la gioia
ai giorni futuri.
 
 
 
 
 
She's le femme fatale
(and she sings)
She's le femme fatale
(and she sings)
She sings...
Lou Reed
 
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categorie: il senso della vita, delirio di onnipotenza, leggendo tra le righe
venerdì, 08 dicembre 2006

A tarda sera la notizia è arrivata.

E un pò m’ha fatto sbandare, perché un risultato raggiunto ti dà gioia ma ti costringe a restare incredulo, sopraffatto da un’emozione che ancora non sai realizzare.

Poi la sveglia all’alba e il tram, col gusto goethiano di tornare lì dove tutto è iniziato, seduta su un capitello a guardare dall’alto il foro romano nella luce del primo mattino.

Sola, per pensare. Per sorridere.

E man mano che il sole si scalda camminare piano verso piazza del Popolo, senza nient’altro da fare che guardare le vetrine.. regalarsi un libro, una gonna da bambola Scandinavian fashion e minacciare il futuro assalto ad Intimissimi, nella ormai felice certezza della busta paga.

Il profumo allo zucchero a velo, regalo di Gines.

Tutti tasselli colorati, tra il verde e l’azzurro, tra sole e pioggia, di un mosaico che si compone.

E continuo a lanciare pretendenti dalla finestra.

Perfino il dantista beatlesiano che m’ha proposto di trasferirmi da lui.

Lancio.

Ma prima o poi smetto, giuro.

 

 

Here comes the sun… dudu dudu…

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categorie: wishlist, leggendo tra le righe, pensieri in corso, felicitas sperata
domenica, 03 dicembre 2006

In un mondo in cui si fa un gran parlare di Hillary e Ségolene a me non dà per nulla fastidio l’idea di un uomo che aspetta il tecnico della caldaia al posto mio o vuol vedere la partita tre sere su cinque.
Non mi son mai sentita sminuita a lavare calzini, a stirare camicie e a far da mangiare.
Né tantomeno, se tornasse tardi e mi svegliasse per fare l’amore, mi vestirei della bandiera del femminismo. Anzi, se facesse piano per non disturbarmi credo gli salterei addosso io.
 
Pari opportunità, certo.
Ma fuori da casa mia.

Man+Woman

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categorie: delirio di onnipotenza, leggendo tra le righe, felicitas sperata
lunedì, 13 novembre 2006

Non basterà tutta la colla del mondo...

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categorie: odi et amo, leggendo tra le righe, madame et monsieur
domenica, 12 novembre 2006

Scappo resto fuggo torno.. chi lo sa? ;)

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categorie: leggendo tra le righe
sabato, 11 novembre 2006

Napoli, 9 novembre, 16.07

Io questo gli volevo dire.
Che un’anfora con l’uso si scalfisce, perde un po’ il colore.
E poi magari un giorno ti scivola di mano. Senza che tu ci abbia messo cattiveria, senza  tu abbia volontà di lasciarla cadere. Cade perché è arrivato il tempo che cada. O perché ha scelto di cadere. Tocca il pavimento.
Pochi pezzi grandi o forse tanti piccoli frammenti: non importa, s’è rotta. E puoi metterci tutta la colla che vuoi, riverniciarla quando avrai finito, farci più attenzione nel maneggiarla… ma non sarà più la stessa cosa.
E a te mancherà. E molto di più mancheranno, forse, l’abitudine e il ricordo dei giorni in cui era intera. Ma per ogni cosa c'è il suo momento, ogni faccenda ha il suo tempo sotto il cielo: quando finisce, è finito. E altri giorni diversi, infinitamente belli arrivano dopo, lo giuro.. con pazienza, piano piano.. solo cambiando la direzione dello sguardo.
Accontentati pure di 3 note... ma solo di quelle, in quel caso.. che c’è tutto un mondo qua fuori che t’aspetta. E nel mondo c’è una casa, piccola.. e sulla porta c’è una biondina, ancora più piccola, che ha acceso il camino e aspetta il tuo arrivo per abbracciarti e godere il fuoco con te.
 
Io questo gli volevo dire.
Ma il traffico, l’emozione, la stanchezza di 6 ore a scrivere in un’aula di musica, l’emozione –ancora–, il labirinto dei vicoli m’ha lasciato in sospeso.
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categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur
giovedì, 02 novembre 2006

Strade

Avete mica presente quello sbuffo che fanno i cavalli? Quel verso, con le labbra… insomma, quello che quando uno pensa ad un cavallo pensa a quel verso. No, non il nitrito… quell’altro.
Ecco, mi sono accorta che spesso lo faccio anch’io.
Camminando, oggi, nella mia consueta passeggiata pomeridiana piazza Navona – porta Maggiore, via colle Oppio ed Esquilino, ho attraversato la strada dalla stazione Colosseo al Colosseo vero e proprio. E giù brrrrr, quel verso. Che è un pò come dire “Vabbé.. va come va, andiamo avanti”. E lì mi son resa conto che non era la prima volta che, passeggiando, mi veniva di farlo.
Forse è una reazione inconscia del mio corpo.. che anche con il primo freddo pungente (e l’abbigliamento non proprio caldissimo di oggi) ho spinto a fendere l’aria autunnale. Ma è il mio momento: quello in cui mi lascio alle spalle il sole che tramonta e rifletto; un pò più di 4 km (massarò scema?) in cui sono felice o mi dispiaccio e scopro sempre qualcosa di nuovo su di me o su questa fetta di Roma che adoro.
Come ad esempio quella via, da cui sarò passata decine (se non centinaia) di volte totalmente ignara e nella quale oggi, per la prima volta, sono stata investita da una folata inaspettata di calore.
Ho spalancato gli occhi, ascoltato per un attimo.
Ho capito. Ed ho sorriso. Di cuore.
Ne sorrido anche ora, nonostante tutto.
Perché, nonostante tutto, trovo questo sfiorarsi molto bello.
 
Che l’amore questo è: sfiorarsi senza prendersi mai.
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categorie: leggendo tra le righe, desktop della retina
domenica, 29 ottobre 2006

Serena.. ma curiosa

Credo che a una certa età bisognerebbe smettere di mandarsi sms e parlarsi viso a viso. Piano piano, cancellare gli errori e poi ripartire. O magari restare fermi, ma senza più alcun dubbio. E poi anche questo... che pare che esistano, al mondo, diverse velocità. Va bene, lo posso capire. Ma io questo non capisco: qualunque velocità io abbia (eddiomio, sarò lentissima perché ci ho messo un paio d'anni a realizzare cosa mi passava per la testa..), l'altra velocità in questione qual è? Io ho sempre pensato che Lui fosse fermo.

E poi.. le buone intenzioni e il tempo da prendersi per... per che cosa non l'ho capito. E non ho chiesto, per non apparire pesante. Sarà che se trascorre un altro mese gli passa la voglia di saltarmi addosso quando mi vede? Quella non passerà mai.. né a Lui, né a me. Se ogni volta che c'incrociamo continua ad essere  sempre meglio di quella precedente, tra un anno stiamo ancora qua a raccontarcelo. E allora non vediamoci mai più. Eppure  continueremo a volerci, non ho dubbi. Allora ci ricadremo. E torneremo a parlare di velocità.

Poi ieri sono stata finalmente a sentire Pino Marino. Quando ha intonato L'isola ho chiuso gli occhi ed ho capito. 

Che a volte la luce impaurisce più del buio.

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categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur, pensieri in corso

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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