domenica, 20 maggio 2007

Notti

Nelle ultime due notti mi sono svegliata all'improvviso, le luci ancora accese, la ventola del pc che girava.
Ho scostato le lenzuola, sceso le scale, spento le luci dabbasso e chiuso la finestra. Ho bevuto un sorso d'acqua, ho risalito le scale, piano.. anche se i miei piedi sul legno non fanno rumore. ho spento la luce rossa dell'abatjour. Mi sono seduta con leggerezza sul letto e distendendomi ho appoggiato la testa sul suo braccio destro. Poi, la mia mano destra sul suo petto. 
E ho pensato che non voglio nessun'altra cosa al mondo.
 
Ora........ è così difficile, continuare così?
 
Per due identità magmatiche,
evidentemente,
sì.
 

magma

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sabato, 17 marzo 2007

;)

A paixão me pegou
Tentei escapar não consegui
Nas grades do meu coração
Sem querer eu te prendi

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mercoledì, 14 marzo 2007

Porto un paio di calzettoni a fasce, di un mucchio di colori diversi. Sono molto lunghi, quasi quanto un paio di parigine, ed hanno la punta strana.. cioé, hanno uno spazio per ogni dito, come un guanto. E non ricordo assolutamente chi me le abbia regalate. Un regalo recente, ma davvero non riesco a ricordarmi di chi e mi dispiace.

 

Ho ripreso Pessoa.. senza averlo forse mai abbandonato: alcuni versi li frequento nella memoria ogni giorno, ché tanto assomigliano ai miei pensieri.

E Lisbona vorrei respirarla. Ci sono infiniti posti nel mondo che non conosco, che non ho visitato fino ad oggi.. ma Lisbona ha un altro senso. Quel retrogusto di fado che è la nota di fondo del mio essere.

E pensavo proprio in questi giorni a quegli infiniti posti. Alle città che ho realmente vissuto nella quotidianità.. nella spesa, nel pagare le bollette, nel viaggiare pigiata nel tram. Ma anche che avrei voluto vedere strade e palazzi e scorci diversi di cielo con la persona che amavo. E non è mai successo, per una serie infinita e crudele di motivi. Mi sembra d’aver congelato, sì, congelato è il termine esatto, la mia vita per tanto tempo.. in un’attesa di… che non s’è mai esaudita. Ho atteso, per anni, che certe cose cambiassero: una fiducia incrollabile e delusa in una felicità che, ne ero certa, col tempo sarebbe arrivata cancellando le ombre. Meravigliosamente amplificata da quelle ombre, ormai superate.

Non è un caso, ora credo, che, appena finito quell’amore, in capo a due giorni lui sia volato a Barcellona.

 E non è un caso che dopo anni ricompaia adesso, mentre cammino piano piano, con paura, su una strada che definire discontinua è un delirio d’ottimismo. Ma che mi fa felice tanto da lasciarmi senza parole.. e molto di più vorrei parlare e raccontare e raccontarmi, e poi l’emozione mi rincretinisce.

Tante cose, mi accorgo, m’influenzano ancora e mi spaventano, nell’abbracciare l’uomo che oggi riempie i miei occhi, mentre scivola piano nel sonno.

E’giusto portare il peso del fallimento di un amore, soprattutto quando si disegnava la propria vita assieme, presente e futura. Quando avevi un bassett-hound di nome Pigro e tua figlia già si chiamava Giulia e si lavava il viso con l’acqua fredda esclamando ‘Eccoci qua’, come il papà.

Un amore sciupato, giocato male, accartocciato, perfino ucciso ci resta nei gesti e nelle emozioni per sempre.

Non ho mai saputo quale fosse la mia, nel noto sistema delle due velocità: qualunque essa fosse, oggi è sensibilmente diminuita. La spavalderia e la forza caparbia hanno lasciato spazio al riaffiorare di paure che pensavo, speravo dimenticate. E vorrei che l’emozione della sua pelle sulla mia fosse più forte di tutto questo.

Ecco ciò che intendo quando dico che i giorni passati ad esser triste non me li darà indietro più nessuno: però mi sono serviti tutti, uno per uno, a capire che non voglio perdere altri sorrisi.

Voglio avere fiducia e tendere le labbra all’insù.

 

E semmai dovessi passare da queste parti, da questo diario lasciato aperto sul tavolo, come dici tu.. sì, questi pensieri sono proprio per te, monsieur.

 

 

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categorie: leggendo tra le righe, madame et monsieur, felicitas sperata, monica kitty
mercoledì, 28 febbraio 2007

Scrivere o no oggi fa differenza. Perché son capitate così tante cose nelle ultime ore che il mio istinto è unicamente quello di sedere e riflettere.

Quasi senza accorgermene ho vissuto dei momenti importanti: ancor più credo che essi, privati della loro sacralità e di un’emozione magari esagerata, si siano rivelati nella loro precisa essenza. Voglio dire che mai mi sarei immaginata d’andare a cena, ancor meno con la testa distratta da pensieri pesanti e tristi come nient’altro. Tantomeno, con un febbrone come quello che avevo.

Eppure, forse proprio qui s’è rivelato il senso intimo ed ultimo della questione: invece di scappare ho trovato un angolo di quiete, in cui placare la mia ansia.

La sera successiva non è stata così fortunata e ad accuse spiazzanti non ho saputo replicare con semplicità, con la verità. Ma assolvo me ed assolvo chi m’ha ferito con qualche cattiveria di troppo: le teste di entrambi non andavano più.

Ed addormentarsi abbracciati è stato il modo più puro, più semplice di farsi forza l’un l’altro.

Questo c’è, in silenzio, sotto l’albero dei desideri. Non l’ufficialità delle presentazioni, l’inserimento in una routine di soli doveri o le paste la domenica a pranzo. C’è tornare a sorridere e ad avere fiducia.

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martedì, 20 febbraio 2007

Ho il passo leggero, lo so.
I piedi piccoli e con un bel collo, dicono: io ringrazio, ma neppure so cosa sia.
Agile tanto da passare nei cunicoli, con una smodata passione per piume, parrucche, gonne e sottogonne. Per il trucco no… decisamente per lo smalto.
Tre sorsi di vodka lemon e divento sfacciata.
E i criteri metrologici dello champagne si passano a pieno titolo.
 
E’che non sono una stanga.
Ma se rinasco..
oh, se rinasco…
il destino è già scritto.

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categorie: madame et monsieur
lunedì, 12 febbraio 2007

10

Sei tu.. sei proprio tu? Non è che ora ti togli la maschera e sei un’altra?

No, sono proprio io

 

Di tante emozioni,

del ricordo di un posto così bello da sembrare tirato fuori dal sogno ed appiccicato alla realtà,

di una candela che forse sa di vaniglia, ma forse no

e che, come le mie, ha atteso a lungo prima d’essere accesa.

Della polvere di cacao,

della pioggia del sabato pomeriggio,

del calore fuori e dentro di noi.

E anche se la storia del risveglio non l’ho compresa

penserò ad un modo per non riceverne dispiacere.

La musica più bella sono

i passi dei piedi nudi sulle scale.

 

Piano piano.

Piano piano.

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categorie: wishlist, madame et monsieur, felicitas, te e me, ticket to ride
sabato, 27 gennaio 2007

Carnalismo

No rastro do seu caminhar
No ar onde você passar
O seu perfume inebriante
Pendura num instante,
A rua inteira a levitar

Me abraça e me faz calor
Segredos de liquidificador
Um ser humano é o meu amor,
De músculos, de carne e osso,
Pele e cor.

E ho mille cose da raccontarti su questo pezzo, che inizia col suono della pioggia e che ascoltavo di notte. A febbraio, un paio d'anni fa.

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categorie: madame et monsieur

E..

Prima di dormire,

mentre gocciolano via le ore,

mentre mi sento sempre meno parte di questo mondo tra l’Adriatico e lo Jonio.

Sento mie la terra, le strade sempre piatte, senza mai un’altura

e ancora miei gli stormi di gabbiani ed il pacato scorrere degli attimi.

M’accorgo di danzare da sola in una scenografia ormai un po’ stinta

e il corpo di ballo di cui ero l’etoile non c’è più,

svaporato senza che me n’accorgessi

fluito via in mille rivoli d’argento

che ho finto di non vedere allontanarsi.

Che tutto si trasforma è legge di natura.

Mi restano un uomo ed una donna che lascio troppo spesso soli

e una Tempesta

e la mia ombra,

e il mondo è finito lì.

 

E i miei piedi vogliono altre vie.

S’incamminano entusiasti calzando scarpe che vicino al mare

non faccio loro mai portare;

volteggiano su asfalto, sampietrini, basoli imperiali

e, come bambini, non rincaserebbero mai.

 

E vorrei ricoprire di terra nera il dolore, il mal di stomaco

l’ansia, la paura, l’idea di non essere all’altezza..

bagnarli con le lacrime

piante fino a trovar consolazione nel sonno.

Per farli fiorire, con te, nell’amore più vero che c’è.

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martedì, 23 gennaio 2007

Facciam un tentataiv..

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domenica, 24 dicembre 2006

C’è che sorrido.
Ho un bel regalo sotto l’albero e fuori c’è il sole.
Una tribù di parenti da far riappacificare
e l’animo giusto per provarci.
Lo smalto un po’ sbreccato,
un golf bordeaux,
una spilletta di HK sulla borsa di lana cotta.
La voglia di parlare
fitto fitto,
raccontare e raccontarmi, finalmente.
 
29 è un bel numero
da cui ricominciare.
così norwegianwood ha sussurrato alle 15:53, visibilmente scossa ma col sorriso negli occhi |link | commenti (1)
categorie: madame et monsieur

Quell'angolo di Roma che più di ogni altro a me sorride

dicono di lei

Blogger: norwegianwood
"Tu quando stai tranquilla fai terremoti, figlia mia" (Mamasind) + "Perché presidii il bagno? Cos'è, un'occupazione militare?" (Mamasind) + "Una persona articolata" (Monsieur) + "Prima sembravi la Loren, ecco.. ora sei Monica Vitti. Anzi, Monica Kitty" (Monsieur) + "Tu sei uno dei primi esempi di donna figlia dei nostri tempi. Cioé donna appartenente ad una società globalizzata. Non potrebbe essere altrimenti visto che hai un nome nordico, le radici al sud ed il cuore al centro" (heelo) + "Che se frequenti la vecchia fattoria iaiao che cazz vuoi da me?" (manudip) + "Sarai pure meravigliosa... ma sei pure un pò cretina!" (Leone)

Odi et amo

Amo i panini bianchi, il cappuccino e l'acqua liscia, mangiare la frutta con la buccia e dormire con la finestra aperta. M'incanto a guardare l'oblò della lavatrice durante il lavaggio. Amo l'attimo in cui scendo dal tram a piazza Vittorio ed attraverso la strada per prendere la metro.. da sempre, ed ancora m'interrogo sul motivo. Giotto, Dante e Petrarca e la cultura figurativa dell'Umanesimo e del Rinascimento italiani. I ghiaccioli anche d'inverno e qualcosa di salato da mangiucchiare appena rincasata. Amo realizzare i desideri delle persone che amo. Gli stivali neri, con le calze nere ed una piccola gonna in jeans.. e l'emozione che ne deriva. Amo il ricordo di un 29 settembre fatto di abbracci da far tremare il cuore e ragionamenti per assurdo. Ed amo pensare di avere quegli occhi nei miei ogni notte della mia vita.

Detesto la buccia dei pomodori e l'acqua frizzante. Certe mattine in cui non ho ancora aperto gli occhi e già sento un piccolo peso sul cuore. Non ammazzo formiche e zanzare ma non approvo il loro accanirsi irrispettoso contro di me. Detesto quelli che ci provano e fanno i cretini, eppure sopporto. Non capisco nulla di macchine, scocche e prestazioni e sopravvivo felicemente.



"La prova che il piccolo principe e' esistito sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste"

Antoine de Saint Exupery - Il piccolo principe

musica

I Beatles, su tutto. E da lì poi è venuto tutto il rock anni '60 americano ed inglese. E la musica italiana anni '60.. tranne Orietta Berti e quelle cose così. I cantautori italiani... la triade capitolina De Gregori-Venditti-Baglioni aggiunta al biberon, anche se in realtà ora apprezzo più o meno solo il primo dei tre. Paolo Conte, Luigi Tenco, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela; e Pacifico, Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli, Piccola Orchestra Avion Travel, Pino Marino. E i Radiohead, gli Oasis prima maniera. Beach Boys, The Who; Pearl Jam; Jeff Buckley; James Taylor; Norah Jones; Sade; Goran Bregovic, i Radiodervish, Elisa, Terence Trent D'Arby, Nick Cave; Sting; i Tribalistas, i Fairground attraction, Paddy Casey. E l'Orchestra di piazza Vittorio. Negli ultimi anni ho ascoltato di rimbalzo molto jazz.. come dire che ne ho masticato molto ma digerito poco. Così come il reggae e la musica etnica.. Ma molto dipende dal momento. In questo istante preciso iTunes sta passando La Notte della Taranta.



e accattatev' u' divvuddì..




Words, words, words...

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy
Il ragazzo giusto, Vikram Seth
Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, G. G. Marquez
Gli amori difficili, Italo Calvino
Un amore, Dino Buzzati
Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
Il delta di Venere, Anais Nin
Tutto Monsieur Malaussene, Daniel Pennac
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni
Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Canone inverso, Paolo Maurensig
Bel ami, Guy de Maupassant
Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

dicheno

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