L'ambito premio "Perché cazz non ti fai sentire, io sto a morire per te.. mò ri-ri-ri-attacco il bottone e vediamo che succede" questo mese è assegnato al seguente messaggio:
Secondo me hai aperto un libro, per magia ti ha tirato dentro e stai vivendo con animali mitici,
su un'isola lontana e tanti principi azzurri.
E mi sa che non ti va di tornare.
Ma ti sei portata il telefonino?
Signori.. applausi.
Ascensore di Scienze storiche e sociali (Dipartimento ormai frequentatissimo).
IO: T’immagini rimanessimo chiuse qui dentro che casino esploderebbe?
OPERAIO
Gelo.
Tina: Eccole, le 3 dell’Ave Maria.
Boato del pubblico in sala (di studio).
Temp: Altro che libri.. questa sta diventando una ludoteca.
P: Possibile tu non mi abbia mai visto? In 10 anni???
IO: No, sai.. io giro coi paraocchi…
Può essere che il cellulare che ti collega col mondo si spenga all’improvviso, nel pomeriggio, quando a casa non puoi tornare. Ciò ti fa pensare:
- devo comprarmene un altro, non ci sono santi;
- HelloKittyHelloKittyHelloKitty;
- sticazzi.
E giusto quel pomeriggio te ne sei andata al Campus ad incontrare un’amica che è venuta a lezione col pargolo e decidi di restare a studiare lì.
E mentre tiri fuori le fotocopie, la penna e il quaderno ti senti di nuovo come qualche anno fa.. studentessa che macina pagine aspettando il giorno dell’esame, la speranza nel cuore e l’ansia sottile di non farcela. Perché i programmi non li hai finiti mai, su 21 esami, neppure una volta, neppure per sbaglio.
Sarà che nell’aria è chiarissimo che stia arrivando Primavera.
Allora ti fermi un attimo e pensi a quanta strada hai fatto, quasi senza accorgertene. Che da un certo giorno in poi hai pensato solo a lavorare.. forse semplicemente perché volevi scordare tutto il resto. Che ti sei laureata col botto, che dopo neanche un mese eri in vetta alla graduatoria di un concorso, che hai portato avanti quantità assurde di lavoro e cassette di cocci, che hai fatto due anni di specializzazione da paura e quindici altri pensieri di questo genere.. fino a giungere all’altro ieri. A Napoli, che neppure ci speravi. Ai filoni di ricerca che stai portando avanti e a quelli strepitosi che da ambienti diversi ti propongono d’aprire.
Così torni a casa, ed è già buio, e l’amica che hai sempre avuto accanto non ce l’hai più e chiami tua madre almeno per cinque minuti e compri un paio di jeans e lo shampoo e il gelato.
E può capitare di preparare un certo piatto dopo un’infinità di tempo e renderti conto che, in realtà, è da quando ti sei svegliata che -sottotraccia- stai pensando ad una certa persona.
E dopo un millennio gli mandi un messaggio, più o meno all’ora in cui una volta sentivi girare la chiave nella toppa di casa.
E può essere che ti risponda e ti chieda se hai letto l’email.
L’email? , allora, pensi. Ma se non ci parliamo in nessun modo dall’ultima volta che ci siamo azzannati incontrandoci per caso alla stazione Tiburtina alle 6 del mattino?
E scopri che giusto stamattina lui t’ha scritto ad un indirizzo che non usi più
-maluinonlosa- per invitarti ad un evento che sta organizzando.
Per la consegna dei premi io scelgo l’abito lungo a bustino, senza bretelle, preferibilmente rosso.
E sandali alti, ovviamente.
E voi?
E lontano, lontano nel mondo…
Un tardo, freddo pomeriggio di domenica, m'inerpico sul clivo nel semibuio.
Busso, mi aprono..
figura nera, magra, che nella voce non ha nulla d’oltreoceano ma tutto di Trastevere.
Mi piace.
'Oh, sei tu.. bella, entra'
'Ohi ciao.. dormito nemmeno stanotte, eh?'
Sorrisi e abbracci.
Si spalanca la porta.
Eccolo là, seduto di fronte a me.
Piacere io sono, piacere tu sei.
Pronuncio il mio nome,
lui - faccia da film -, lo ripete seguito da un ‘Ah, finalmente!'
Occhiata in tralice.
Io che avevo smesso di stupirmi della mia vita. Avevo.
Dalla stanza accanto fluiscono altre persone, altri saluti, altri baci
e in un momento ritornano tutti dov’erano, dietro la porta pesante e scura.
‘.. e rimaniamo soli’, dico.
Lungo discorso. Metafore, sottintesi, ancora ampi sorrisi che fioriscono qua e là.
Invio un sms: la condivisione delle emozioni, primaditutto.
Una carezza sulla testa: ‘Mi raccomando’, mi dice.
E torniamo nella sera scura.
'A presto'.
L'Oscar per la sceneggiatura, siori, l'Oscar.

ciao sexy!
per favore, aggiungimi un attimo in msn: zxzxz@virgilio.it
la webcam è accesa e vorrei mostrarti che effetto mi fa vederti :)
baci !
[fonte: myspace.com]
Sarà che ieri mi sono addormentata ascoltando Blackbird.
Prima in versione Jaco Pastorius. Sìsì.. bdumbdumbdum bello quanto vuoi, Frà. Ma poi ho messo su Paul McCartney, che è tutta un’altra storia.
Stamattina, aperta la finestra, la prima cosa che ho visto è stata proprio un merlo. Nero, carinissimo, che guardava il mondo un pò perplesso. Ma secondo me, alla fine, era felice.
Riflessione: può esistere un nesso tra l’ultimo pezzo che ascoltiamo prima di addormentarci e la prima cosa che vediamo quando riapriamo gli occhi?
Se sì… cosa dovrei ascoltare prima di spegnere la luce per far sì che al mattino mi risvegli abbracciata non al cuscino ma a un uomo (non uno qualsiasi… Quell’Uomo)? Tipo con le gambe intrecciate alle sue, al caldo, mentre al di là delle coperte fa freddissimo.. con i suoi capelli sul viso ed il suo braccio che mi stringe i fianchi?
A questo punto, urge lanciare un SOS nella rete: aiutatemi a scoprire questo pezzo qual è.
REGOLAMENTO DEL CONCORSO
A insindacabile giudizio, la commissione esaminatrice (io e Tempesta) proclamerà il vincitore su base eminentemente scientifica, in seguito a puntuale sperimentazione clinica di ogni escamotage suggerito. Sarà dunque attribuita all’autore della teoria che abbia avuto un esito empirico maggiormente significativo la possibilità di trascorrere un ameno pomeriggio sull’ormai celebre panchina del Portico d’Ottavia sulla quale questo assurdo blog prende forma.
Potrà egli, o ella, dunque, conversare amabilmente con l’autrice norvegese di questi scritti: al racconto pedissequo dei primi anni di vita (comprendente addirittura sequenze del Mundial 1982, attenzione..) seguirà approfondimento critico sulle vicende sentimentali e riflessione semiseria sull’assurdità intrinseca degli avvenimenti che mi vedono protagonista. Una trattazione di ampio respiro, quindi, che non verterà però, in alcun modo, su qualsiasi cosa riguardi Monsieur e l’Ultimo Amore (inteso nel senso caposseliano del termine).
Preme ricordare che tale incontro sarà ovviamente incluso e narrato nel libro ormai in preparazione.
Pregasi astenersi serial killer, mitomani, uomini desiderosi di scopare, fidanzati, accompagnati, ammogliati ed in crisi dei 30 anni.
Vi aspetto.
Dopo aver saputo del tizio che ieri ha parcheggiato nella mia via e vi ha sostato per una mezz'oretta guardando estasiato i muri portanti di ogni palazzo, non sapendo quale fosse il mio (e soprattutto sapendo che, pure che m'avesse chiamata, mi sarei inventata un'improvvisa invasione di cavallette nel cestello della lavatrice)...
.. ricevo questo meraviglioso messaggio privato che sento l'altruistica necessità di condividere con ognuno di voi amici, vicini e lontani, felici e contenti, in salute e in malattia, finché morte non vi separi, eccetera eccetera..
ciao e scusa il disturbo
ho visto le tue foto e ti faccio i complimenti
domanda a bruciapelo: ti intriga il sesso virtuale?
ciau
andrea
Ragà.. sto libro costerà un mucchio.
